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日志


1月31日

LANGELO DELLA MORTE

Una lettera della mia amica Laura pubblicata su Medicina e Persona. Laura lavora in un reparto di malati cosiddetti terminali; io la chiamo " l'angelo della morte ", sa fare compagnia nell'istante più vero della vita con tenerezza e speranza.  
GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE!!!!
Le vostre rassegne stampe mi aiutano a pormi meglio nel mio lavoro ma soprattutto a considerare gli ammalati e me stessa, come uomini.
Mi chiamo Laura Marotta sono infermiera lavoro all'IRCCS San Donato  nel reparto di Oncologia.
Sono grata al Signore x avermi messa su questa strada,dopo anni di completa perdizione fisica e spirituale,è proprio vero dopo la Croce e la Morte vi è la Resurrezione e il Signore,se invocata, non la nega a nessuno.
Vorrei solo raccontarvi quest'episodio che mi sollecita a proseguire su questa strada e vi testimonia che il vostro lavoro di "rassegna stampa" non è sterile.
L'altra notte ero in ospedale, verso le tre un paziente di 54 anni "terminale", morto l'indomani alle 12, mi chiama perchè iniziava a stare male,agitato insofferente ma lucido e collaborante,mi chiede di scendere dal letto e mi supplica di portarlo in bagno,vuole fumare una sigaretta.Lo aiuto a mettersi in carrozzina lo copro con un panno di lana e lo porto in una veranda coperta fuori dal reparto e gli faccio fumare una sigaretta, dopo pochi minuti inizia ad essere a tratti dispnoico e lo riporto a letto. Chiamo il collega per farmi aiutare, da sola non ci sarei riuscita ormai anurico era una montagna di uomo edematoso,(mi sento le lamentele della collega che invece di alzarlo dovevo posizionare le spondine e chiamare il medico per iniziare l'infusione continua di morfina, come da disposizione medica lasciata nel pomeriggio), non rispondo, dopo avermi aiutata lei ritorna in infermeria, io resto con il paziente gli metto l'ossigeno  mi chiede l'acqua e mi dice "sembro un bambino, mi devi fare tutto", io rispondo "che bella coppia che facciamo, tu il bambino ed io la tua mamma", lui mi prende la mano e mi dice piangendo "tu stai facendo anche più di mia madre e tu Laura,(prende fiato),sarai sempre più di una madre per me.Dopo mi chiede una fiala di morfina che pratico al bisogno su richiesta del paziente sofferente,dopo dieci minuti dorme;sembra prorpio il mio bambino(che non ho). 
Immaginate la mia gratitudine a Dio per avermi messo in questo posto e davanti a questi pazienti.
Vorrei solo per un giorno invitare, in luoghi simili a quello dove lavoro io,tutte quelle persone che si riempiono la bocca,di eutanasia,di testamento biologico, senza che hanno mai avuto contatti con queste persone o che l'hanno avuto in una condizione sterile,di studi di statistiche di protocolli e di quant'altro non metta in discusiione la tua vita e la tua apertura di cuore. 
Vi ringrazio ancora e vi esorto a continuare il vostro lavoro con l'amore che traspare anche da una scatola nera,come io solitamente chiamo il pc.
Grazie,   Laura.
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NO MAMY NO PAPY

Ho letto questa notizia sul “ il Giornale “; mi ha sbalordita! Ma il mondo sta impazzendo? Se non fosse tragico sarebbe ridicolo. Ne mamma ne papà! Naturalmente neanche nonna e nonno andranno più bene; e come la mettiamo con Babbo Natale? Si dovrà trovare un surrogato anche per lui. E il Padre Eterno come lo chiameremo? ( vabbè, Lui possiamo pure non chiamarlo... ) Naturalmente tali parole dovranno essere abolite dai testi canori, dalle opere teatrali e cinematografiche, dalle poesie, dai temi a scuola, e chissà da quanto altro ancora...! Forse la parola “ mamma “ resterà sui pacchetti di sigarette; ma non nuocerà gravemente alla salute? Meglio tutti figli di NN, non vi pare?    Londra - Febbraio sarà il mese che festeggerà omosessuali, lesbiche, transessuali. L’Inghilterra si porta avanti con il lavoro, il governo sta scrivendo una norma che cancellerà in ogni ordine di scuola qualunque riferimento a «madre» e «padre», per evitare tra i bambini, ragazzi, adolescenti nuovi casi di omofobia, per rispettare chi non è o la pensa in modo diverso, anche con l’uso di un vocabolario aderente ai tempi che corrono. E come corrono.

Ed Balls, segretario del ministero dell’Istruzione, ha illustrato il provvedimento che andrà in onda prossimamente in tutte le aule, gli insegnanti dovranno fare molta attenzione a rivolgersi ai ragazzi con le solite frasi «devi essere un uomo», «non fare la femminuccia», «forza, oggi vinciamo con il gioco maschio».    L'immagine “http://digilander.libero.it/nonsoloperfede/nonsoloperfede/uomo_donna.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

1月29日

CATTEDRALI DISTRUTTE!

http://www.dipintifamosi.it/ProductImageHandler.ashx?ATTR_NAME=immagine_base1&ALTERNATE_IMAGE=null2.png&PROD_ID=9398‘C’è grande timore per il futuro, nella gente. Quando molto si è distrutto molto bisogna ricostruire. Ci sono più “ manovali” che “Mastri; ma c’è un alito di speranza – Spe Salvi - ; non ve ne accorgete? Essa dimora nel profondo del cuore umano: è inestirpabile, irriducibile, perché Qualcuno la sostiene! La Bellezza ci salverà; ma non una bellezza qualsiasi; “ La Bellezza di Cristo ci salverà! Ma non il Cristo della filosofia, ne il Cristo dei turiboli, ne una specie di mitico fantasma buono a far sognare “ Ere Nuove” ; ma Gesù Cristo incarnato nel cuore del mondo: La Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica. Dobbiamo  Rieducarci a questo Mistero; è l’unica, ragionevole, speranza!     “Tutte le mattine, svegliandoci, saremo “disposti”, noi, a superare la paura del tempo, del tempo che corre nella coscienza che brucia o nell’ora che passa; saremo per forza aiutati a erigerci sopra la ruina, la rovina, la rovina dell’uomo -.
Dante è il culmine, la fine di una traiettoria lunga dodici secoli da quando Cristo era venuto; e quella di Petrarca è la porta di ingresso in cui prendono posto tutti gli uomini che non hanno senso sicuro nella vita.
La vocazione che Iddio ci ha data rende le ore delle nostre giornate canto di una salvezza che solo nella semplicità trova la sua contingente ed eterna lode.
Nell’attesa, dunque, che ogni giorno della nostra vita, d’ora in avanti, passi come incontro e abbraccio di ognuno di noi con l’altro, di tutti insieme col mondo; in questa attesa che cominci presto la sua determinazione, preghiamo con l’ultimo segno del sacro, prima della morta gora, della mortificante distruzione, del dopo-Medioevo, che Dio faccia rinascere la speranza che ha creato tutto quanto l’umano che ritroviamo ancora adesso (dobbiamo ricercarlo ancora adesso tra i residui del Medioevo!).
Da noi il mondo non si aspetta, non può aspettarsi - come giustizia e come bellezza, come bontà e come felicità nostra - se non questo: che abbiamo a ritrovarci insieme, tutti i giorni, in un passo in cui si senta ripetere il passo grandioso del grande santo cristiano Dante Alighieri.
Uno scritto da un grandissimo Educatore; Don Luigi Giussani.

1月28日

Pericolosi Virus Diplomatici

DITE CHE IL PAPA HA UN RAFFREDDORE- Esclusivo: cosa disse Amato al cardinale Bertone per evitare il caso Sapienza

“Una lunga telefonata per descrivere quello che sarebbe accaduto sia dentro che fuori l'Università La Sapienza di Roma. Da un capo del filo il ministro dell'Interno italiano, Giuliano Amato, dall'altro il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. Fu così che mentre il comandante della Gendarmeria vaticana, l'ex capitano della guardia di Finanza, Domenico Giani, stava mettendo a punto il sistema di sicurezza intorno al Pontefice con la questura e la prefettura di Roma, il governo italiano cercava- riuscendoci- di ottenere una rinuncia della visita. Secondo fonti di altissimo livello di cui ho raccolto testimonianza diretta, nella telefonata Amato ribadì che non ci sarebbe stato alcun problema per l'incolumità personale del Pontefice, che sarebbe stato coperto da una schiera a protezione anche di lancio di uova o vernici.
Ma tutto intorno sarebbe stato probabile l'inferno: auto rovesciate, incendiate, scontri anche violenti con "possibili feriti e anche peggio".
Fu a quel punto che Amato disse a Bertone: "Eminenza, io sconsiglierei la visita alla Sapienza. Può sempre dire che al Papa è venuto un raffreddore e la febbre...". Soluzione presa dall'Urss di Breznev, probabilmente. Che ha lasciato attonito Bertone e addoloratissimo il Papa...” ( dal blog di Franco Bechis, direttore di “Italia Oggi” )       Ma che “premurosi “ che sono stati i nostri governanti! Che esempio di dirittura morale, di capacità di governo, di saper gestire la sicurezza per i propri “ sudditi “! E che solerzia nel trovare ( e suggerire ) l’alibi più opportuno per far defilare Sua Santità Benedetto XVI dal “cortese”  appuntamento con le “Loro Eccellenze Laiche”…E questi Signori gia si sono messi all’opera per poter rifare le solite “ coalizioni” per nuocere ancora alla “  povera massa inerme “ per chissà quanti lunghi, noiosi, pericolosissimi anni…Che Dio ce la mandi – se non buona – almeno sopportabile!
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1月27日

AVREI VOLUTO FARE ALTRO...

Ho trovato questa piccola "chicca" di san Francesco di Sales; è simpatica perchè mi fa pensare a qualche amica casalinga che vorrebbe vivere la clausura e qualche amico prete che vorrebbe avere la "discendenza di Abramo", o qualcun altro che "vorrebbe morire martire in terra di pagania "e non va a messa la domenica perchè " se non ho voglia la messa non mi vale"! Insomma ognuno crede di aver sbagliato posto per servire bene il Signore!    DALLA “FILOTEA - INTRODUZIONE ALLA VITA DEVOTA”
Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna “secondo la propria specie” (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.
La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall’artigiano, dal domestico, dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non basta, bisogna anche accordare la pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona.
Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i cappuccini? Se l’artigiano passasse tutto il giorno in chiesa come il religioso, e il religioso si esponesse a qualsiasi incontro per servire il prossimo come è dovere del vescovo? Questa devozione non sarebbe ridicola, disordinata e inammissibile? Questo errore si verifica tuttavia molto spesso. No, Filotea, la devozione non distrugge nulla quando è sincera, ma anzi perfeziona tutto e, quando contrasta con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa.
L’ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. La vera devozione fa ancora meglio, perché non solo non reca pregiudizio ad alcun tipo di vocazione o di occupazione, ma al contrario vi aggiunge bellezza e prestigio.
Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l’unisce alla devozione. La cura della famiglia è rèsa più leggera, l’amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili.
E’ un errore, anzi un’eresia, voler escludere l’esercizio della devozione dall’ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati. E’ vero, Filotea, che la devozione puramente contemplativa, monastica e religiosa può essere vissuta solo in questi stati, ma oltre a questi tre tipi di devozione, ve ne sono molti altri capaci di rendere perfetti coloro che vivono in condizioni secolari. Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.
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1月26日

APPELLO: "Salviamo l'Italia"

L'Editoriale di Magdi Allam

Appello "Salviamo l'Italia"
Cari amici,
è giunto il momento di mobilitarci per salvare l’Italia dai mercanti che hanno profanato il Tempio della politica, trasformandolo in un bordello dove coloro che dovrebbero rappresentare il popolo si vendono al miglior offerente, dove si svendono i valori e gli ideali in cambio di denaro e di potere. Nel giorno della caduta del governo Prodi, abbiamo assistito nell’aula del Senato a uno spettacolo incivile e ripugnante, con aggressioni verbali e fisiche, schiamazzi e urla. Ma tutto ciò è tutt’altro che una novità. Purtroppo è un tratto fisiologico di una classe politica che, oltre ad essere del tutto priva del senso dello Stato e della dignità nazionale, ha fatto venir meno il rispetto e l’onorabilità delle istituzioni che dovrebbero incarnare la volontà e le aspirazioni del popolo italiano. Nella vita o siamo protagonisti o non siamo niente. Dice un canto del grande Giorgio Gaber: "Libertà è partecipazione". Questo è un gesto di vera politica! Sono grata a Magdi Allam per la sua iniziativa che mostra tutta la sua italianità, piena di passione per la nostra storia.

Un mistero del Mistero...

Un mistero del Mistero...Tutto si rimette in discussione ! Il professor Christopher Bronk Ramsy , direttore del Radiocarbon Accelerator di Oxford, ci ripensa e ha detto che gli esami fatti anni fa sulla Sindone erano sbagliati; bisognerebbe rifarli. Quanto si diverte, nostro Signore, con questi “scienziatoni” ...! Non avevo dubbi, allora, che si fossero sbagliati; < nun c’è bisogn’a zingara, p’addivinà Cunce’...> bisogna valutare con molta cautela tutte la novità scientifiche che ci propinano questi professoroni ; si sa che, per I più, è uno sguardo ideologico che hanno sulla realtà, il loro punto di partenza. Fanno il possibile per negare, ostacolare, sminuire l’Essere che s’impone al Cuore e alla Ragione spalancata sulla realtà . M a il Padreterno è un Tipo dotato di immensa ironia; si diverte spesso a giocare a nascondino coi Suoi “ragazzini”; si sa nascondere bene, si diverte a guardarli nell’affannarsi della ricerca, nel loro barare...e quando si accorge che sono troppo stanchi e delusi fa una mossa, un rumorino, per farsi trovare! Egli E’ proprio un Tipo Strano...  http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/immagini/Sacra-sindone.jpg

E Grande fù la la Loro Rovina...!

http://www.gaetanosaglimbenitaormina.it/Prodi_si_dice_insostituibile.jpg

Prodi è caduto rovinosamente; scivolando sulle bucce di banane di cui aveva largamente inondato le strade del nostro Bel Paese. Non ho esultato per la sua “Rovina” perché non mi aspetto niente di buono... Scommettiamo che Napolitano ce lo ripropone? La sceneggiata che hanno fatto in Parlamento mi fa temere di aver ragione...Il presidente Napoletano ci ha raccomandato di pazientare: Pazienza...

POVERA VOCE

http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/gogh/fields/gogh.cypress-star.jpgUn canto che  accompa la mia vita e quella di tantissimi amici da tanto tempo. Grazie, Giacabi ( La Roccia Splendente ) di averlo trovato e proposto!

 POVERA VOCE

M.Campi, Adriana Mascagni       

Povera voce di un uomo che non c'è
la nostra voce, se non ha più un perché:
deve gridare, deve implorare
che il respiro della vita non abbia fine
.

Poi deve cantare perchè la vita c'è,
tutta la vita chiede l'eternità;
non può morire, non può finire
la nostra voce che la vita chiede all'Amor
.

Non è povera voce di un uomo che non c'è,
la nostra voce canta con un perchè
.

1月25日

GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI

Dal Discorso di Benedetto XVI   PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI             "I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un’occasione preziosa per ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana (cfr Lett. ap. Il rapido sviluppo, 10).

6. L’uomo ha sete di verità, è alla ricerca della verità; lo dimostrano anche l’attenzione e il successo registrati da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate. Gesù ha detto: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8, 32). La verità che ci rende liberi è Cristo, perché solo Lui può rispondere pienamente alla sete di vita e di amore che è nel cuore dell’uomo. Chi lo ha incontrato e si appassiona al suo messaggio sperimenta il desiderio incontenibile di condividere e comunicare questa verità: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi – scrive san Giovanni -, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita […], noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta" (1Gv 1, 1-3)http://www.marinamancini.it/images/immagini_comunicarepa/megafono.jpghttp://www.fotosearch.it/comp/UNN/UNN232/galleggiante-comunicazione-attrezzi-~-u11456695.jpg

CLERICALISMO

«Purtroppo sono i movimenti cattolici che hanno questa mania degli striscioni e delle bandiere. Ovunque vadano non sono capaci di stare normalmente in mezzo alla gente. Li abbiamo visti ai raduni di Loreto, al Family day, alle udienze papali del mercoledì. Purtroppo le associazioni e i movimenti ecclesiali hanno questa mania di presenzialismo e di visibilità e così si diventa più papalini del Papa. C’è il rischio di un effetto-boomerang che faccia rinascere umori anticlericali «Il grosso pericolo e l’'errore è che la Chiesa si faccia dettare l’agenda dagli atei devoti e dai teo-con. Tanto più che sulla cattolicità di queste persone si può sicuramente avere più di qualche dubbio. Guai se la Chiesa deve farsi difendere da loro. E’ un momento difficile. Dobbiamo stare attenti che la fede non diventi “instrumentum regni” per chi invece di servire la Chiesa, se ne serve in logiche di potere. E' un’operazione tanto più pericolosa perché avviene nel vuoto di una politica di alto livello. Nel travaglio in cui stiamo vivendo c’è una specie di “supplenza clericale.” ( dall’ intervista a monsignor Plotti – arcivescovo di Pisa e vice-presidente della Cei- su “La Stampa”) Leggendo queste parole di mons. Plotti mi sembra di sentire Prodi in versione clericale! Povero mons. Plodi; non si accorge che i cristiani si sono rotti le balle di stare in sacrestia a fare le pecore per pastori in” tutt’altre faccende affaccendati”? Magari a supportare politici che ricambiano con piccoli favori qualche omelia, bene indirizzata, a dirigere “ il gregge”verso coalizioni atte a proteggersi, oltre che il deretano, anche la poltroncina parlamentare? Ha paura degli striscioni, poverino; gli “atei devoti” gli tolgono il sonno; i Movimenti ecclesiali gli fanno venire la stitichezza perché fomentano la guerriglia, ecc. ecc. Meglio l’ipocrisia clericale, il “volemose bbene”, il patteggiamento col potere; in fondo “amm’ha campà”! Tutti in riga! Agli ordini di Plotti & similia…!http://bartleby.blogsome.com/wp-admin/images/The%20Three%20Wise%20Books.jpg

1月24日

RICOSTRUIAMO

http://files.splinder.com/b0ee1c1dc87c2bcfc22cd9c518331180.jpegIl governo Prodi è finito; si può, finalmente ricominciare! Occorrono basi solide, certezze collaudate, mete sicure. Bisogna ritrovare una unità di popolo: i Maestri ci sono; basta seguirli…!


“E’ anche evidente che non con le nostre proprie strategie, con il dialogo e con tutto quello che facciamo – che pure è tanto necessario – possiamo ottenere questa unità. Quello che possiamo ottenere è la nostra disponibilità e capacità ad accogliere questa unità quando il Signore ce la dona. Ecco il senso della preghiera: aprire i nostri cuori, creare in noi questa disponibilità che apre la strada a Cristo.

Nella liturgia della Chiesa antica, dopo l’omelia, il Vescovo o il presidente della celebrazione, il celebrante principale, diceva: "Conversi ad Dominum".

Quindi egli stesso e tutti si alzavano e si volgevano verso Oriente. Tutti volevano guardare verso Cristo. Solo se convertiti, solo in questa conversione verso Cristo, in questo comune sguardo a Cristo, possiamo trovare il dono dell’unità.” ( BENEDETTO XVI- catechesi del mercoledì )

GRANDE BENEDETTO!


 
1月23日

ISLAM

http://pages.usherbrooke.ca/croisades/big_images/d_islam_muezzin.jpg  Non sono  per la tolleranza , ma per l’accoglienza. Durante le feste di Natale è venuto a farmi visita un amico di vecchia data. Era accompagnato da un suo amico musulmano. Un giovane uomo buono, leale, ortodosso nella sua fede. Venuto in Italia perché in Tunisia la polizia di stato è troppo oppressiva con gli autoctoni, mentre con i turisti è di manica larga; lo ha detto lui. C’era come una tristezza nei suoi occhi e gli ho chiesto il perché di queste “ nuvole “ ; mi ha detto che aveva nostalgia della sua famiglia, dei suoi bimbi. Mi ha mostrato, sul cellulare, i piccoli filmini dei suoi cari. Mi ha sorpreso perché chiamava questo mio amico “fratello” e mi raccontava che era scandalizzato che i suoi colleghi di lavoro ( italiani ) bestemmiavano la Madonna per un nonnulla. Mi sono sentita piccola e vergognosa; ho tentato di dire qualcosa in discolpa dei miei “fratelli cristiani” aggrappandomi alle cattive abitudini, al non essere pienamente coscienti…ecc. , ma non reggeva: soccombevo! Il mio amico lo guardava estasiato ( tanto che ho pensato che sarebbe emigrato dalle parti di Maometto )! Era colpito dal senso di venerazione che avevano – i musulmani – verso la Madre di Cristo; venerazione e amore da noi quasi dimenticati. Il mio amico gli ha chiesto da dove gli venisse questa forza e questa convinzione: Dal Corano, ha detto, anzi dal Libro ( chiamano così il Corano ) ! Il mio amico era stravolto da tanta fede ! Gli ha chiesto: < tu mi chiami fratello e ne sono felice; ma se io peccassi gravemente tu, per obbedire al Libro, mi ammazzeresti? > Il bravo, buono, obbediente musulmano ( grande uomo, e ortodosso nella sua fede ) gli ha risposto senza esitazione: “si, perché il Libro dice così” ! Questa affermazione mi ha fatto riprendere colore…mi ha fatto un po’ riavere l’orgoglio dell’essere cristiana , anche nella miseria delle bestemmie dei miei correligionari. E, forse, anche il mio amico ha ripensato alla sua conversione all’islam; Chissà…

PASSIONE

Il martedì sera siamo soliti radunarci, un gruppetto di amici, a casa mia per paragonare la nostra vita con quello che abbiamo incontrato: Gesù Cristo in un’amicizia di gente colpita da questo Fatto. Possiedo il senso dell’ironia – ringraziando Dio – e mi viene da ridere che sia proprio io a guidare tale raduno…I miei amici sono dei puri di cuore e non si rendono conto di “chi pontifica” volendo dirigere l’orchestra senza conoscere bene la musica! Ieri sera abbiamo affrontato il problema dell’incontro; incontro umano toccabile, visibile, gustabile; cioè verificabile! Per me è come l’amore. Uno s’innamora di te e pretende…! Non ti truccare, non mettere la minigonna, mangia la carne, non fumare…quante pretese…! Ma è innamorato e vuole il tuo bene e il suo. Gesù Cristo è un innamorato…di me? Sì; proprio di me! Possiede strani gusti…! ( Altro che transessuale… ) Ha detto parole “toste” Lui: < Chi mette mano all’aratro e si volta indietro…Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti…Chi è mio fratello e mia madre?…Chi si vergogna di me anche io mi vergognerò di lui… > ecc. ecc…Ne ha dette di cose…Ma che volete fare? Quanto uno è innamorato “ stravede “ sulla grandezza dell’amato…! E io qui, illudendomi che sono “me” a dirigere il gioco…! Non c’è da scompisciarsi? Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo!!!http://www.claudiocaprara.it/blogs/bloggerarchimg/claudiocaprara/archivio/Mary%20Abel%20Ferrara1.jpg

DAVIDE E GOLIA

http://www.trasgressione.net/pages/Gruppo/Pittura/Caravaggio/davidegolia.jpgDavid, con la sua Pietra-Ragione, vince il Filisteo Golia, colpendolo nella sua fronte-ideologia!
Primo libro di Samuele 17,32-33.37.40-51.

Davide disse a Saul: "Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo". Saul rispose a Davide: "Tu non puoi andare contro questo Filisteo a batterti con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua giovinezza". Davide aggiunse: "Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo". Saul rispose a Davide: "Ebbene và e il Signore sia con te". Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo. Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto. Il Filisteo gridò verso Davide: "Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?". E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dei. Poi il Filisteo gridò a Davide: "Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche". Davide rispose al Filisteo: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani". Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
1月22日

AMICIZIA

Un’amica mi ha scritto: “ ma come ti sei schierata per il Papa!” , un’altra: “ma scrivi tu quello che pensi; non sei minore di tanti altri!”. Ebbene; mi sono schierata per Papa Benedetto perché amo quest’Uomo! Da molti anni mi “disseto” della sua sapienza, scienza, ragione e, soprattutto fede! Tutto questo l’ho imparato dal mio amatissimo Padre; don Luigi Giussani. Tutta la mia pienezza di vita, tutta la letizia, tutto quello che vivo in bellezza e amore per me stessa, per gli amici, per il mondo intero l’ho imparato alla scuola di questi Grandi Uomini! Se pubblico nel mio piccolo “diario on-line” contributi di altri, più capaci di me, di specificare, con la loro competenza, le cose importanti che accadono ( Magdi Allam, Renato Farina, Antonio Socci, e altri amici bloggers, ), è perché “sanno dire” meglio di me – piccola illetterata – quello che inonda il mio cuore e che sono incapace di dettagliare; del resto è un dogma la comunione dei santi; o no? Siamo un Popolo. Il Suo popolo, di Gesù Cristo! Che ne siamo più o meno coscienti non ha molta importanza: Siamo Suoi. Mi commuovono “gli atei devoti”; c’è come un’ultima resistenza nel loro cuore; ma un Grande Poeta ha detto: “Amor che a nullo amato amar perdona…” Non si resiste All’Amore! Verrà un giorno che ci faremo un sacco di risate; non di scherno ma di gioia fanciulla! A tutti, grazie di esserci! http://www.specialgratis.it/sfondi_L/paesaggi/mare/mare008.jpg

GRAZIE A TE MAGDI ALLAM!

Grazie a Benedetto XVI per la sua testimonianza di fede e di vita

***

di: Magdi Allam Cari amici,
quando questa mattina verso la fine del suo discorso all’Angelus domenicale il Papa si è rivolto ai 200 mila fedeli che gremivano Piazza San Pietro e via della Conciliazione a Roma con la medesima espressione che mi è abituale da lunghi anni, “cari amici”, mi si è aperto il cuore e si è consolidato in me il convincimento della profonda sintonia spirituale con l’uomo che io oggi considero l’unico vero faro e l’autentico paladino dei valori assoluti, universali e trascendenti che sostanziano l’essenza della nostra umanità, così come sono convinto che rappresenti l’estremo baluardo di difesa della civiltà occidentale dal cancro del relativismo cognitivo, etico, culturale e religioso, nonché di resistenza dall’aggressione del nichilismo dell’estremismo islamico globalizzato che ha messo solide radici all’interno stesso dell’Occidente.
Ugualmente ho sentito che Benedetto XVI mi era sempre più vicino quando ha usato, sempre nel finale dell’Angelus, un’altra espressione che mi è abituale, “andiamo avanti”, e quando ha indicato nella “verità e libertà” il percorso da intraprendere. Ebbene il quel “cari amici”, “andiamo avanti” e “verità e libertà”, c’è la sintesi di un uomo che a fronte dell’acutezza intellettuale e profondità scientifica che contraddistinguono il suo eccezionale profilo teologico e accademico, è capace di una rara semplicità e disponibilità nel rapporto con l’altro, è animato da una solida volontà di affrontare con fermezza e vincere con determinazione le sfide imposte da un’umanità lacerata al suo interno e in conflitto con se stessa, è sorretto da una incrollabile fede nella verità che è tale sul piano terreno e trascendentale, nella sacralità della vita e nella libertà che s’identifica con la piena dignità della persona.
Che lezione di vita e di fede ci ha dato quando, sfiorando appena nella seconda metà dell’Angelus l’incresciosa vicenda che l’ha indotto, con una decisione fondata e saggia, a rinunciare “mio malgrado” alla visita all’Università La Sapienza, l’accademico di lunga data Joseph Ratzinger si è limitato ad esortare gli studenti: “Da professore vi dico, rispettate le opinioni altrui”. Che un Papa invochi il rispetto, con il sottinteso è che è venuto meno il rispetto nei suoi confronti, significa che in Italia è in crisi il fondamento della civiltà occidentale e il pilastro dei diritti dell’uomo: la libertà d’espressione. E giustamente il Santo Padre ci sollecita a focalizzare l’attenzione proprio sulla violazione del pilastro della civile convivenza, senza cui si precipita inevitabilmente nelle barbarie.
Il discorso del Papa ci chiarisce che chi lo teme, chi vorrebbe tacitarlo e chi gli ha impedito di parlare alla Sapienza, ha in realtà paura non delle supposte posizioni dogmatiche o peggio ancora oscurantiste di Benedetto XVI, bensì del confronto razionale. Questo Papa è immensamente grande perché è in grado di sfidare e di vincere il confronto con i laicisti e i relativisti sul piano prettamente razionale. Ciò che i suoi nemici temono non è la sua solida fede che loro rigettano aprioristicamente, ma la forza della sua argomentazione razionale a cui non dovrebbero sottrarsi. Se lo fanno, e lo fanno, vuol dire che non sono solo poveri di spirito ma sono innanzitutto degli impostori che hanno sostituito l’ideologia al posto della scienza e della ragione.
Il Santo Padre ha vinto alla grande la battaglia impostagli dalla minoranza di docenti accecati dal fanatismo relativista e positivista e di un pugno di studenti inebriati dalla violenza ideologica vetero-comunista, ma la guerra è ancora lunga. La sfida che abbiamo di fronte sarà definitivamente vinta solo quando riusciremo a riscattare la certezza della verità dalla piaga del relativismo; a radicare in noi il sistema dei valori che corrisponde al bene comune affrancandoci dalla deriva etica; a compiere la buona azione che realizza il legittimo interesse della collettività bonificando il Tempio della politica dagli spregiudicati mercanti che l’hanno profanato per perseguire i propri egoistici interessi danneggiando l’insieme della collettività.
Ecco perché ho deciso di mantenere vivo e aperto a nuove adesioni l’Appello “Io sto con il Papa”. Nella consapevolezza che non è una vicenda che si conclude con il rammarico tardivo e ipocrita dei politici e dei docenti che non solo non hanno fatto nulla e non faranno nulla per sanzionare l’atteggiamento intollerante dei docenti e violento degli studenti della Sapienza, ma sono direttamente responsabili del marciume ideologico e del degrado scientifico in cui sono sprofondati le università e tutto il sistema dell’istruzione in Italia. Insieme al Papa diciamo “andiamo avanti” sulla via della verità, della sacralità della vita e della libertà.
Vi invito pertanto a continuare ad aderire e a far aderire all’Appello “Io sto con il Papa” tutti coloro che condividono i nostri valori e sentono la necessità di impegnarsi eticamente per risollevare le sorti del nostro Paese, al fine di testimoniare il vostro impegno etico per la verità contro la menzogna, per il bene contro il male, per la buona azione contro la cattiva azione. Lo potrete fare collegandovi al mio sito www.magdiallam.it e cliccando alla voce “Aderisci all’Appello”. Finora l’hanno già fatto oltre 850 persone con motivazioni articolate e approfondite che danno uno spaccato significativo di ciò che è nei cuori e nelle menti degli italiani. Vi invito a leggere queste adesioni e mi auguro che il loro numero cresca sempre di più.
Colgo infine l’occasione per chiedervi di proseguire questo nostro dialogo civile, responsabile e libero volto a costruire una comune civiltà dell’uomo, apportando il vostro contributo di riflessione e di proposta all’interno del mio sito. Per farlo è necessario che vi registriate cliccando alla voce “Registrati”.
Non posso, prima di congedarmi, non ringraziare il Papa per la sua testimonianza di fede e di vita che ci illumina, ci conforta e ci da speranza. E grazie a voi tutti per il vostro impegno consapevole e risoluto per ergervi a protagonisti di un’Italia e di un mondo migliori. Vi saluto con i miei migliori auguri di successo e di ogni bene.
Magdi Allam
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SOCCI

Questo è l’evento a cui ha assistito la nostra generazione. Ma da duemila anni, da quel " sì " pronunciato da una ragazzina ignota a tutti in terra, tutta la storia umana è stata ribaltata. Perché prima dominavano le tenebre più disumane e barbare. Tutti gli imperi e tutte le religioni della storia ; come ha insegnato il grande René Girard -si fondavano sui sacrifici umani. Non solo quelli agli dèi, a migliaia, ma quelli decretati da re e imperatori per lotte e conquiste. Tutta la struttura sociale e civile si fondava sulla schiavizzazione di interi popoli, sullarbitrio del potente sul debole. Donne, bambini e ammalati valevano meno di niente e la loro vita era di norma violata e soppressa.

Non a caso nel Vangelo, nell
episodio delle tentazioni, Satana dice a Gesù (e rivela a noi: è un grande scoop politico) che tutti i regni della terra sono nelle sue mani. Tutti i poteri (anche quello che ciascuno di noi impone nella dinamica dei rapporti quotidiani). E per spazzar via questo crudele padrone che il Re è venuto. E ha vinto. Non con la forza, ma con lamore. Non uccidendo, ma lasciandosi uccidere. E mostrando, come ripete sempre Benedetto XVI , che a vincere, nella storia,  non sono i crocifissori, ma i crocifissi.

A vincere oltrecortina non è stato il feroce Stalin, che sembrava onnipotente e che oggi è polvere, ma i tanti inermi martiri, macellati in odio a Cristo. Alla fine il loro amore e la loro fede hanno aperto la strada alla potenza di Dio che domina la storia e vince. Per questo i cristiani sentono la preghiera dell
Angelus con tanta commozione.

Perché è l
annuncio che la notte è finita. La storia umana secondo Hegel è una immensa macelleria. Ebbene, da quel “ di Maria sulla notte della storia, che gronda sangue innocente e crudeltà, è esplosa lalba, il volto di un Re potente e buono che vince. Dante, nella Divina Commedia, racchiude in una bellissima terzina lattimo cruciale dell'Annunciazione come il momento in cui finalmente il Cielo si apre sul mondo, soccorre gli uomini e piove una pace nuova, sconosciuta alla storia umana: Langel che venne in terra col decreto/de la molt anni lagrimata pace,/ chaperse il ciel del suo lungo divieto".

Per restare a Firenze, c
è un bellissimo filmato della Rai, in bianco e nero, dove compare Giorgio La Pira che si lancia in una vertiginosa lettura teologica del pianeta terra. Il sindaco santo è inquadrato davanti allantico convento di San Marco, dove lui viveva, e dice col suo candido sorriso: Firenze è il centro del mondo, San Marco è il centro di Firenze e lAnnunciazione del Beato Angelico (che è affrescata lì, nda) è il centro di San Marco. Quindi lAnnunciazione è il cuore della storia".

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