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1月30日 La bellezza della posizione di Benedetto XVIA chi giova polemizzare? Probabilmente a chi preferisce chiudere occhi e cuore sulla realtà. La
polemica odierna è completamente strumentale: da un lato si vuole far
scontare alla santa Sede un certo equilibrio sulle vicende israeliane,
si vuole distogliere l'attenzione dalle stesse e contemporaneamente
colpire qualcuno che si sente nemico. Siamo convinti che, come SauloPaolo, anche nel peggiore persecutore ci sia qualcosa dentro che può essere salvato. Partiamo perciò da un positivo, dal riconoscere la bellezza di un Cristo presente qui ed ora. Articoli correlati: 1月29日 MENDICANTI DI TUTTOPensando a Eluana ...
Per superare la tristezza del vivere è necessario riconoscere di dipendere. Riconoscere di non essere quegli dèi che troppo spesso ci illudiamo di essere, e che abbiamo bisogno di altro. Meglio: che abbiamo bisogno di ogni cosa. Dall'aria, che respiriamo; al cibo che mangiamo; all'amore che diamo e che ci viene dato. Non possiamo amarci da soli, non possiamo essere da soli. Da soli non abbiamo neanche la
volontà. Quando velleitariamente pensiamo di potercela fare dobbiamo
miseramente ripiegare, il più delle volte, con la coda tra le gambe.
Quanti buoni propositi ci conducono a vergognosi fallimenti. Berlicche socio di SamizdatOnLine Testimonianze: Tutta Sua, tutta Lui. Altro non mi interessa - Tracce Caro Veronesi, la vita non è una malattia! - Radioformigoni 1月27日 PAPA RATZINGER![]() Papa Benedetto XVI ha uno strano destino; qualunque cosa faccia o dica crea subbuglio. Lo chiamavano “panzer-cardinal” quando era Prefetto della Dottrina della Fede. “Rotvailer” di Dio quando è stato eletto Papa. Non gli si perdona di essere Tedesco. Anche il suo accento da fastidio. Riporta alla mente altri Tedeschi… Neanche gli Ebrei lo sopportano. Vuole santificare Pio XII, ha tolto la scomunica a quattro Vescovi Lefebvriani, uno dei quali ridimensiona l’Olocausto, ha ripreso la Preghiera per gli Ebrei del Venerdì Santo, non si è schierato apertamente a favore di Israele nel conflitto Mediorientale, insomma è un Papa troooppo cattolico! Lo pensano in tanti, anche molti ecclesiastici politicamente corretti, che sanno stare al mondo, sanno come affrontare i problemi del nostro tempo, conoscono le regole della diplomazia, sono pronti al dialogo con tutti; Ebrei, Musulmani, Buddisti, Shamani…giornalini e giornaletti, televisioni e media cantando, purchè non puzzino di cattolicesimo. Lui no; è fissato con il suo Gesù Cristo (chissà se è mai veramente esistito…la storiella della Resurrezione, poi…), con le sue Madonne, le sue antiquate Liturgie, i suoi Pizzi, Tiare, Pianete e Crocifissi al centro dell’Altare. E i canti poi…non si sentono quasi più quelle belle canzonette rock. Tra poco ci volterà pure le spalle quando dice Messa! Caro Papa Ratzinger, devi essere più accomodante, più malleabile, cedere un po’ sulla tua fede, che male c’è? Una parolina detta o non detta cosa ti costa? Non vedi che brutte figure fai fare alla Chiesa? Impara dalla Gente di Mondo, così sarai amato, osannato e seguito. Se continui così rischi di fare la fine del tuo Primo Predecessore…ti inchioderanno a testa in giù! E non ti faranno neanche Santo; non hai “fans” molto potenti! 1月26日 PARTITA A SCACCHI
Cavaliere: Voglio parlarti più sinceramente che posso, ma il mio cuore è vuoto La morte non risponde Cavaliere: Il vuoto è uno specchio rivolto verso il mio viso. In esso vedo me stesso, e mi sento pieno di timore e di disgusto. La morte non risponde Cavaliere:
Per la mia indifferenza verso i miei simili mi sono isolato dalla loro
compagnia. Ora vivo in un mondo di fantasmi. Sono prigioniero dei miei
sogni e delle mie fantasie. Il cavaliere tace in attesa di una risposta, ma nessuno risponde. Vi è un completo silenzio. Cavaliere:
Perchè non posso uccidere Dio dentro di me? Perchè egli continua a
vivere in questo modo doloroso e umiliante anche se io lo maledico e
voglio strapparmelo dal cuore? Perchè, nonostante tutto, egli è
un'illusoria realtà ch'io non posso scuotere da me? Mi ascolti?
1月25日 LA VITA SAPORITA Non
si mangia solo per vivere, ma per il gusto del mangiare. Così anche per
altre azioni come il lavorare, il tempo libero, il far festa...C'è
bisogno di fare le cose con gusto.Il grande Fabrizi sembra ammonirci sul fatto che la vita non è fatta per essere consumata, ma per essere gustata veramente, fino in fondo. Un amico ha sempre detto che il cristianesimo è nato a tavola, e che la tavola imbandita, così come la concepiamo noi oggi, è nata con il cristianesimo... SACRILEGIO Oggi se pranza in piedi in ogni sito; 'Na vorta er pranzo somijava a un rito, Nò nun c'è tempo de mettesse a sede, E' proprio un sacrilegio: invece io, Aldo Fabrizi 1月24日 IL PRIMATO DELLA REALTA'![]() "A
volte la vita - a volte / ci guardiamo in silenzio / io e la vita /a
volte duole, duole / bianca, / lenta / sprofonda nella carne / come una
bottiglia vuota sprofonda nello / stagno /che la sta riempiendo. / a
volte, in silenzio, piange / e qualcosa di sacro luccica nel mondo, /
in silenzio, riverbera nelle parole" . (Hugo Mujica). Viene da
chiedersi perché si faccia così fatica a imparare dalla realtà. Quella
vera, dura, che, come dice la poesia, sprofonda nella carne. Prevale
l'ideologia, il preconcetto, un sistema di pensiero chiuso. I
razionalisti non si accorgono che "ci sono più cose in cielo e in terra
di quante non ne sogni la filosofia" (Amleto, Shakespeare).
L'operazione ideologica compie un errore fondamentale: riduce la
ragione - che è la capacità dell'uomo di aprirsi alla totalità del
reale rispettandone tutti i fattori e ammettendo la categoria della
possibilità - proprio perché la costringe dentro uno schema fissato a
priori, con intenzione programmata. Se a questo si aggiunge un
"ingannevole concetto di libertà, in cui il capriccio e gli impulsi
soggettivi dell'individuo vengono esaltati al punto da lasciare ognuno
rinchiuso nella prigione del proprio io"(Benedetto XVI - incontro
mondiale delle famiglie, Città del Messico), il gioco è fatto. La
realtà non conta più, resta l'apparenza delle cose. Però in questi
tempi di realtà ne abbiamo vista tanta. Da quando la vicenda di Eluana
ha riempito le pagine dei giornali, siamo venuti a conoscenza di tante
situazioni di disabili gravi che hanno testimoniato il loro amore per
la vita; o familiari di persone in stato vegetativo che, raccontando il
loro dramma, affermano la dignità della vita umana nella misteriosa
condizione di grave limitazione che, con dedizione, servono
quotidianamente. Per contro, c'è chi grida, freddamente, il diritto di
morire. Più che un diritto la morte è un ineluttabile destino, che ci
accumuna e ci aspetta tutti. Nessuno si può negare il "diritto di
morire". Verrà il momento. Nella "Spe salvi" si legge che la misura
dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza
e con il sofferente. Una società che non riesce ad accettare i
sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far
sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è
una società crudele e disumana. (38) C'è un'esperienza bellissima nel
milanese che coinvolge una trentina di donne, amiche di Enrica, in
stato vegetativo da 17 anni, e parrocchiane che si sono resi
disponibili a farle compagnia. Una di loro racconta come questo gesto
l'abbia cambiata e obbligata a una serietà sul lavoro, nel rapporto con
il marito, con i figli che, pur non andando a trovare Enrica, si
organizzano per permettere a lei di andare. Un'altra dice: "a volte
arrivo stanca, con mille pensieri. Poi entro, mi siedo e sto lì. In
quelle ore capisco che la realtà è più grande di me". Sì, la realtà
come l'ha vissuta Cristo in rapporto continuo con il Padre, commosso
per i gigli del campo, per la vedova di Naim cui restituì il figlio.
Così noi, in rapporto con Lui, insieme ai testimoni di amore e di
speranza che riconoscono nella realtà il volto buono del Mistero. "e
qualcosa di sacro luccica nel mondo, / in silenzio, riverbera nelle
parole". 1月22日 GLI SCUDI DI HAMASRiproponiamo un pezzo apparso oggi sul "Corriere della Sera" che finalmente rompe con la narrativa prevalente sulla "resistenza" di Hamas. Mostrando l'uso degli "scudi umani", lo sfruttamento di minorenni come miliziani, la manipolazione delle cifre sulle vittime palestinesi. L'autore è il bravo Lorenzo Cremonesi, un giornalista che non ha abdicato ai principi del suo mestiere. Gaza. "Andatevene, andatevene via di qui! Volete che gli israeliani ci uccidano tutti? Volete veder morire sotto le bombe i nostri bambini? Portate via le vostre armi e i missili", gridavano in tanti tra gli abitanti della striscia di Gaza ai miliziani di Hamas e ai loro alleati della Jihad islamica. I più coraggiosi si erano organizzati e avevano sbarrato le porte di accesso ai loro cortili, inchiodato assi a quelle dei palazzi, bloccato in fretta e furia le scale per i tetti più alti. Ma per lo più la guerriglia non dava ascolto a nessuno. "Traditori. Collaborazionisti di Israele. Spie di Fatah, codardi. I soldati della guerra santa vi puniranno. E in ogni caso morirete tutti, come noi. Combattendo gli ebrei sionisti siamo tutti destinati al paradiso, non siete contenti di morire assieme?". E così, urlando furiosi, abbattevano porte e finestre, si nascondevano ai piani alti, negli orti, usavano le ambulanze, si barricavano vicino a ospedali, scuole, edifici dell'Onu. In casi estremi sparavano contro chi cercava di bloccare loro la strada per salvare le proprie famiglie, oppure picchiavano selvaggiamente. "I miliziani di Hamas cercavano a bella posta di provocare gli israeliani. Erano spesso ragazzini, 16 o 17 anni, armati di mitra. Non potevano fare nulla contro tank e jet. Sapevano di essere molto più deboli. Ma volevano che sparassero sulle nostre case per accusarli poi di crimini di guerra", sostiene Abu Issa, 42 anni, abitante nel quartiere di Tel Awa. "Praticamente tutti i palazzi più alti di Gaza che sono stato colpiti dalle bombe israeliane, come lo Dogmoush, Andalous, Jawarah, Siussi e tanti altri avevano sul tetto le rampe lanciarazzi, oppure punti di osservazione di Hamas. Li avevano messi anche vicino al grande deposito Onu poi andato in fiamme E lo stesso vale per i villaggi lungo la linea di frontiera poi più devastati dalla furia folle e punitiva dei sionisti", le fa eco la cugina, Um Abdallah, 48 anni. Usano i soprannomi di famiglia. Ma forniscono dettagli ben circostanziati. E' stato difficile raccogliere queste testimonianze. In generale qui trionfa la paura di Hamas e imperano i tabù ideologici alimentati da un secolo di guerre con il 'nemico sionista'. Chi racconta una versione diversa dalla narrativa imposta dalla muhamawa (la resistenza) è automaticamente un amil,
un collaborazionista e rischia la vita. Aiuta però il recente scontro
fratricida tra Hamas e Olp. Se Israele o l'Egitto avessero permesso ai
giornalisti stranieri di entrare subito sarebbe stato più facile.
Quelli locali sono spesso minacciati da Hamas. "Non è un fatto nuovo,
in Medio Oriente tra le società arabe manca la tradizione culturale dei
diritti umani. Avveniva sotto il regime di Arafat che la stampa venisse
perseguitata e censurata. Con Hamas è anche peggio", sostiene Eyad
Sarraj, noto psichiatra di Gaza city. E c'è un altro dato che sta
emergendo sempre più evidente visitando cliniche, ospedali e le
famiglie delle vittime del fuoco israeliano. In verità il loro numero
appare molto più basso dei quasi 1.300 morti, oltre a circa 5.000
feriti, riportati dagli uomini di Hamas e ripetuti da ufficiali Onu e
della Croce Rossa locale. "I morti potrebbero essere non più di 500 o
600. Per lo più ragazzi tra i 17 e 23 anni reclutati tra le fila di
Hamas che li ha mandati letteralmente al massacro", ci dice un medico
dell'ospedale Shifah che non vuole assolutamente essere citato, è a
rischio la sua vita. Un dato però confermato anche dai giornalisti
locali: "Lo abbiamo già segnalato ai capi di Hamas. Perché insistono
nel gonfiare le cifre delle vittime? Strano tra l'altro che le
organizzazioni non governative, anche occidentali, le riportino senza
verifica. Alla fine la verità potrebbe venire a galla. E potrebbe
essere come a Jenin nel 2002. Inizialmente si parlò di 1.500 morti. Poi
venne fuori che erano solo 54, di cui almeno 45 guerriglieri caduti
combattendo". NAIN CANEM IN CHIESAM!![]() Forse qualcuno ricorda i grandi Totò e Vittorio De Sica nel film I due Marescialli. C’è una scena in cui i nazi-fascisti tentano di catturare un gruppetto di dissidenti; una ragazza ebrea col fidanzatino rivoluzionario, un soldato americano sperso, un paio di antifascisti nostrani, un povero parroco che li nasconde in chiesa, Totò, ladruncolo vestito da maresciallo, De Sica, maresciallo vestito da prete. Soldati tedeschi e camicie nere italiane sguinzagliano i cani da fiuto per stanarli; Totò, disperato, tenta di dissuadere la milizia dicendo- con un latino tutto decurtisiano- quanto sia disdicevole che dei cani entrino in chiesa; “Nain canem in chiesam!”, urla; ma gli inseguitori se ne impipano e proseguono… Stamattina nella trasmissione di Canale Cinque, Forum, se ne sono dette e sentite di tutto e di più. In una delle cause in discussione una donna chiedeva di poter partecipare alla Santa Messa in compagnia del proprio cane; la Perpetua della chiesa frequentata dall’amante dell’animale si opponeva. Ne è seguita una discussione illuminante. “I bambini danno più fastidio dei cani, quando scorrazzano per le navate; tenerli lontano dai luoghi di culto, please! Qualcuno è allergico ai preti e va in chiesa quando è vuota. Gli esseri umani- soprattutto i preti- sono così fastidiosi! Scandaloso il prete che tiene fuori i cani dalla chiesa; forse il cane è l’unica compagnia per qualche fedele; L’animalista San Francesco, se vedesse cacciati fuori questi “fratelli,” si rivolterebbe nella tomba! Nella Torino all’avanguardia e moderna i cani possono assistere alla Messa, ne hanno tutto il diritto, anche loro hanno l’anima, lo dice la Bibbia (mi chiedo come mai nostro Signore non si sia incarnato “cane”; avrebbe avuto sorte migliore, con tutti ‘stì amanti paladini gli avrebbero dato la cittadinanza onoraria e avrebbe tenuto Lectio Magistralis alla Sapienza…)! La Rita Dalla Chiesa (che cognome…), che ama più le bestie che gli esseri umani, dice di fare battaglie per i cani in chiesa e la Comunione ai divorziati, che essendo, i divorziati, gente perbene, morale e corretta ne hanno più diritto di quegli ipocriti che hanno “tre amanti nell’armadio”! Chicca finale della Dalla Chiesa; “Fuori la gente dalla chiesa e dentro gli animali che sono migliori degli uomini e dunque più degni di starci!” Il popolo di Forum più che un popolo di animalisti è un popolo di animali! Questo lo dico io… 1月20日 TERRA SANTA, IL REALISMO DI BENEDETTO XVIPer un aiuto ad un giudizio su questa ultima guerra nella striscia di Gaza, riproponiamo l'articolo di don Stefano Alberto nel quale spiega perché quello del Pontefice è "un giudizio storico carico di ragionevolezza" - Il Riformista 18 gennaio 2009 SamizdatOnLine Esiste
una guerra "giusta", nelle condizioni attuali? Il diritto-dovere della
legittima difesa può implicare l'uso della forza, ma la responsabilità
dei governanti, secondo la tradizionale dottrina cattolica, deve
rispondere ad alcune rigorose condizioni: Di fronte alla complessità degli scenari e alla tragicità degli eventi, la tentazione più grande è la disperazione senza futuro, che porta a censurare il grido e le aspirazioni del cuore a una pace duratura e a una convivenza dignitosa, non riconoscendo i germogli di speranza già presenti.
La persona del Papa e il suo insegnamento sono uno di questi, insieme
alla presenza e alle opere di tanti uomini di buona volontà -
cristiani, ebrei, musulmani - in Terra Santa e non solo. 1月19日 NON PROMETTONO NIENTE DI BUONOGAZA: NOTTE DI CALMA, PROSEGUE IL RITIRO 1月18日 UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIAGiornata di ordinaria follia, oggi.
Ieri
il rifiuto della Casa di Cura. Oggi, con un tempismo esemplare
(considerando che è pure sabato) si è saputo che la Procura di Roma,
ricevuta la denuncia, ha deciso di non archiviare il caso (avrebbero
potuto farlo) e di iscrivere il Ministro Sacconi nel registro degli
indagati. Evidentemente in Procura hanno il dubbio che Sacconi possa
avere effettivamente usato violenza privata aggravata (ripeto: violenza
privata aggravata). Un
Ministro emana un atto di indirizzo per ricordare che, secondo una
Convenzione internazionale che l’Italia sta ratificando, non è lecito
sottrarre alimentazione ed idratazione ad un disabile, e che succede?
Viene denunciato per violenza privata aggravata, e c’è pure qualcuno
che prende sul serio la denuncia. E’ ovvio che una pretesa del genere non ha alcun fondamento. La sentenza autorizza a sospendere nutrizione e idratazione ad Eluana, non obbliga nessuno a farlo. E d’altra parte: ve li immaginate, i carabinieri che costringono le suore a staccare il sondino? Roba da matti. Decine e decine le dichiarazioni di solidarietà al Ministro Maurizio Sacconi, soprattutto da esponenti del PdL. Con Beppino Englaro, i radicali e il solito Ignazio Marino. Dal Pd – a parte Paola Binetti, solidale con Sacconi, e Maria Pia Garavaglia – un silenzio totale. Colmo di imbarazzo ... Stranocristiano socio di SamizdatOnLine Argomenti correlati: 17 gennaio 2009 IL DIO DI POLIFEMO
E
vi dico che il bene più grande per un uomo è discorrere ogni giorno
della virtù e delle altre cose di cui voi mi sentivate parlare e
interrogare gli altri, e una vita che non si pone domande non merita di
essere vissuta Leggevo da un bel sito chiamato Zetesis notizie sui Ciclopi,
queste creature della mitologia greca con un occhio solo. Vi ricordate
vero, l'episodio dell'Odissea in cui Ulisse acceca Polifemo, il gigante
antropofago che ha già divorato molti suoi compagni? Polifemo ha (...) la doppia natura, presente in tanti altri esseri mitologici (sirene, sfinge, satiri, per citarne qualcuno), di uomo e di bestia e come tale irride gli dèi e dispregia la sacra legge dell’ospitalità, conducendo vita appartata e isolata, in un’orgogliosa e superba autosufficienza: per questo motivo sarà orribilmente punito e sconterà quell’unico peccato che gli dei non perdonano, la hubris appunto. Delle motivazioni che muovono il bestiale gigante ce ne parla Euripide nel suo "Ciclope". Qui è lo stesso Polifemo che parla: Come vedete, rispetto al contemporaneo "Dio non esiste e non ne hai bisogno" c'è solo il fatto che la negazione di un dio inutile non è stata ancora esplicitata. L'uomo bestia però è già tutto qui. Con un solo occhio che vede senza prospettiva, e cieco ancora prima di esserlo effettivamente. Grazie Berlicche 1月15日 SE GLI ATEI SONO QUESTI... "La
notizia cattiva è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai
bisogno". Questa scritta campeggerà su due autobus del servizio di
trasporto pubblico genovese. L'iniziativa, ideata e finanziata
dall'Unione Atei e Agnostici Razionalisti, ricalca i precedenti
analoghi di Inghilterra, USA e Spagna. Molti esponenti del mondo
ecclesiastico hanno fatto buon viso a cattivo gioco definendo
addirittura il messaggio "controproducente" in quanto, sebbene con
intenti negazionisti, parla comunque di Dio. Una reazione assai più
pacata di quella emersa da alcuni rappresentati politici o del mondo
culturale. Ma si tratta davvero di una provocazione efficace? A
giudizio del professor Stefano Zecchi sembrerebbe proprio di no. Pare che anche in Italia, a Genova, vedremo circolare i cosiddetti "bus atei" che recano la scritta pubblicitaria ideata dall'UAAR. Qual è la sua opinione in proposito? La trovo innanzitutto una pubblicità estremamente di cattivo gusto. In sostanza rappresenta un plateale errore nel tentativo di presentare con serietà le proprie convinzioni. Dev'esserci sempre una forma, uno stile nel riferire quelle che si considerano verità, falsità o anche semplici opinioni. In questo caso lo stile è stato totalmente tradito. In secondo luogo trovo che l'iniziativa sia tragicamente banale. Non è possibile pensare che sia una pubblicità a convincere le persone nel prendere una decisione su una delle questioni, se non la questione, principali dell'esistenza umana. Il problema dell'esistenza di Dio accompagna l'uomo da sempre. Davvero ci si può affidare a una pubblicità su un autobus per risolverlo? Non si può trattare un argomento così importante e delicato come se fosse analogo alla scelta di un dopobarba o di un detersivo. Quando poi ho sentito Piergiorgio Odifreddi commentare l'iniziativa in televisione asserendo che questo messaggio pubblicitario può favorire l'aumento della razionalità degli italiani mi è davvero venuto da ridere. Che limiti deve avere, se deve averne, la libertà di espressione? La decenza. Questo tipo di espressione che vorrebbe manifestare il fondamento del pensiero ateo, la distanza della cultura laica da quella religiosa, è affidato a un tipo di messaggio senza dignità, che credo rischi di sortire l'effetto opposto. Sono convinto che qualunque papa vorrebbe avere come suo massimo interlocutore o oppositore uno così imbecille da voler affidare la propria idea di razionalità a un messaggio promozionale. La banalità di questa trovata consiste soprattutto nel fatto che non pone un problema, non pone una questione, non pone in realtà nulla di quello che potrebbe essere con maggior dignità proposto come problematica circa la verità sull'esistenza di Dio. Non è un po' troppo presuntuoso affermare "non esiste Dio"? Una sintesi come quella contenuta nella frase "non esiste Dio" non è certo nuova, appartiene alla nostra civiltà e si può anche raggiungere dopo una seria riflessione, come alcune nostre correnti filosofiche hanno mostrato. Ribadisco: il vero scandalo, l'imperdonabile scivolone è farne una specie di messaggio promozionale. È la dimostrazione di come il laicismo occidentale, e non soltanto quello italiano, ha raggiunto il suo livello più basso e degradato dal punto di vista culturale, della sua incapacità a esprimere un concetto. È quindi un laicismo che ricorre a questi mezzi pubblicitari i quali sono sintomo di una povertà di argomentazioni e di una grande miseria speculativa. Il passaggio che sta compiendo il laicismo è questo: dalle grandi ideologie della storia al messaggio promozionale. Alcuni esponenti ecclesiastici si sono pronunciati in merito a questa iniziativa definendola addirittura controproducente rispetto alle intenzioni con le quali è stata imbastita. Anche lei è di questo parere? Certo, come dicevo, una simile opposizione sarebbe l'ideale per qualsiasi papa della storia. Da un lato parla di Dio, l'oggetto che dovrebbe dimenticare, ma che sembra comunque presente, dall'altro è impressionante vedere ridotta la storia del nostro pensiero, anche di quello che ha espresso, con dovizia di ragionamenti e serie problematiche, una visione non legata alla presenza di Dio. Se questo è l'esito della nostra cultura millenaria c'è davvero da deprimersi. Soprattutto gli intellettuali non credenti dovrebbero deprimersi prendendo atto che la loro posizione esistenziale sia rappresentata in maniera così becera. Che vantaggio potrebbe avere una società totalmente atea? Saprebbe davvero godersi la vita? Non c'è nessunissimo vantaggio. A spingere verso questo tipo di ateismo da pubblicità non c'è un vero fondamento intellettuale se non l'ipotesi o l'idea che una vita condotta senza il problema morale di Dio porterebbe a dei vantaggi. Vantaggi che sarebbero però solamente personali, esclusivamente limitati all'obiettivo di condurre una vita epicurea, senza di fondo porsi il problema dei vantaggi sociali, dei mali del mondo. È poi da chiarire una cosa:
in questa concezione Dio viene concepito solo come censore morale dei
nostri comportamenti. Ma sarebbe davvero possibile "godersi la vita"
senza l'idea di Dio? Le leggi e gli obblighi sociali rimarrebbero
comunque. E se il godere la vita viene concepito come l'infrangere le
regole non riesco a capire per quale motivo un credente non possa
spassarsela, anzi. Stefano Zecchi - Il Sussidiario 1月13日 AH, QUESTI ATEI NOSTRANI...![]() Di
solito si sente dire che i cattolici non rispettano le idee altrui, che
impongono con forza il proprio modo di pensare indottrinando le masse,
che limitano la libertà altrui, etc... There's probably no God. Now stop worrying and enjoy your life (Probabilmente non c'è nessun Dio. Smetti di preoccuparti e goditi la vita) Che nonostante correlasse, a torto, il "preoccuparsi" con l'esistenza di Dio, lasciava spazio alla possibilità che invece Dio possa esistere. Gli atei nostrani, nel pieno di una crisi creativa, hanno dato fondo a tutte le loro facoltà mentali per generare lo slogan[2]: La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno Che stavolta è un asserto privo di dubbio, quindi sono pronti a presentare la prova definitiva e schiacciante della non esistenza di Dio. Wow! Nemmeno Eegon Spencler dei "Ghostbuster" con il suo "squinternometro" poteva riuscire in una tale impresa... Inutile dire che, ancora una volta, gli adepti della setta "UAAR" sono scaduti nel ridicolo. Ovviamente il loro motivo è nobile ed altruistico: «La nostra sfida al card. Bagnasco nella sua città». Dunque, non lo fanno perché per loro è una verità, non lo fanno perché pensano che la gente vivrebbe realmente "meglio" leggendo quello slogan; vogliono vendicarsi del "Cardinale Cattivo" che gli ha fatto la bua! Fanno tenerezza. Non sempre però questi "slogan" sortiscono l'effetto desiderato... Mi hanno raccontato: Da
un sacerdote arriva furente un futuro sposo che inizia a dirgli: Guardi
che mi sposo in chiesa solo per accontentare la famiglia di lei, ma io
non credo e perché la Chiesa... - e inizia la tiritera anticlericale. Il sacerdote gli dice di calmarsi, e gli chiede un favore: per un mese, ogni sera prima di addormentarsi dica: "Dio non esiste, il Paradiso e l'Inferno li hanno inventati i preti". Lui si stupisce di questa richiesta, e comunque la esegue.... Dopo qualche settimana il prete se lo vede ritornare pieno di dubbi... ed alla fine si è convertito!!! Il fatto è che non basta uno slogan o un discorsetto da cinque minuti per "sedare" l'irrequietezza dell'animo umano. Fosse stato così semplice saremmo stati, fin dall'età della pietra, tutti atei e privi di dubbi. Invece c'è chi si interroga tutta la vita e, riflettendo, osserva che Qualcosa di diverso dalla mera dimensione tangibile c'è. Grazie all'amico Seraphim per l'ironico e intelligente contributo. 1月12日 GAZA, LA GUERRA![]() Gaza era un pegno di pace, Hamas ne ha fatto una macchina da guerra In MO non si può ragionare come ai tempi della guerra fredda, in termini di equilibri politici tra potenze. Oggi la scena regionale è dominata dall'espansionismo atomico dell'Iran che muove il braccio armato di Hamas per la distruzione di Israele.
HAMASNon si tratta e non si dialoga con i terroristi che usano i bambini come scudo. 1月11日 UNA GIORNATA AL VALICO DI EREZ Ho passato tutto il giorno al valico di Erez, quello che collega a nord la Striscia di Gaza con Israele. Una lunga attesa, accompagnata dal ronzio dei droni, per guardare in faccia i duecento e più palestinesi cui è stato consentito di lasciare la Striscia perché in possesso di un passaporto straniero. Ad attenderli, mentre passavano la lunga trafila dei controlli, una teoria di pullman e molte macchine del corpo diplomatico. Palestinesi con passaporto canadese, o russo, o filippino, a seconda delle mogli sposate, delle università frequentate, delle loro piccole storie personali nel vortice grande della globalizzazione e in quello piccolo e tumultuoso della Striscia. Tra le prime sono uscite dall'edificio quattro suore. Né loro né le famiglie che si sono succedute avevano l'aria esausta e disperata che un cronista è abituato ad aspettarsi in queste situazioni. Anzi, il fatto che avessero messo a loro disposizione dei carrelli per trasportare i bagagli contribuiva ad assegnare alla scena un sapore di vero, quasi un aeroporto di seconda categoria, non fosse stato per il fatto che ogni tanto, oltre il confine echeggiavano scambi di colpi d'armi da fuoco automatiche. Quasi nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni, come per un riguardo al paese che li lascia passare, o come per un timore che, alle loro spalle, qualcuno apprendesse del loro gettare la spugna: sono usciti in silenzio, senza applausi e senza fischi, senza sorrisi e senza pianti, soltanto qualche rapido cenno di saluto. Vista da questa collina, la guerra non è il genocidio
dei cardinali dalle parole infedeli alla realtà, e neanche la limpida
operazione chirurgica che altri vorrebbero: è la realtà possibile, che
comprende i colpi che, durante la tregua di tre ore, avrebbero ucciso
l'autista di un convoglio umanitario, e le facce che ho visto stanotte
alla tv israeliana: una casa di Gaza con i militari israeliani, i
civili seduti radunati al piano terra, ma non spaventati né sconvolti,
anzi quasi sollevati dal fatto che se gli israeliani erano dentro non
sarebbero stati bersaglio di altro. O quei volti di donne in coda al
mercato, durante la pausa, che sorridevano, sottraendosi
all'obbiettivo. La guerra è molte cose insieme, che spesso mal si
conciliano con ogni propaganda. O la notizia dei morti per mano amica, tra i palestinesi. Nessuno ha dati certi ma dall'inizio del conflitto vi sarebbero state tra le 40 e le 80 esecuzioni sommarie messe in atto da Hamas. Tra le vittime presunti collaborazionisti di Israele, militanti di Fatah, e "criminali comuni", sciacalli sorpresi a rubare nelle case abbandonate o speculatori sui prezzi dei generi alimentari, secondo l'inflessibile e atroce moralità dei fondamentalisti. Tra i militanti di Fatah, ha assicurato un membro di Hamas, c'erano soltanto quelli che avevano espresso gioia per l'intervento israeliano, distribuendo dolci ai vicini. Nei film chi esce da un assedio solleva le braccia al cielo, bacia il suolo, o urla di disperazione. Oggi a Erez i 250 sono usciti con un'aria normale. Ma quello che si lasciano alle spalle non è il film dei buoni e dei cattivi, semplice e con fine certa, che piace al pubblico. IL PAPA E I POLITICI PER LA TERRA SANTA![]() In
questi giorni di guerra nella striscia di Gaza il mondo si è diviso tra
chi sostiene che Israele ha il diritto di reagire e chi no, tra chi
ritiene che le ragioni dei palestinesi siano legittimamente portate
avanti dai metodi di Hamas e chi no. Ilsussidiario.net raccoglie
l'appello promosso da Roberto Formigoni, Mario Mauro, Maurizio Lupi e
altri venti tra parlamentari e senatori a sostegno della posizione più
ragionevole fin qui espressa, con profondità e semplicità. Quella di
Benedetto XVI.
Appello per la pace in Terra Santa – Si ascolti il Papa Bisogna
ascoltare sul serio il Papa. Invece si ha l'impressione che il suo
Angelus di domenica sia già stato archiviato tra le dichiarazioni di
routine. Errore tragico. Il pronunciamento morale di Benedetto XVI ha
anche valenza di saggezza politica. Ci permettiamo di ripetere le
parole di Ratzinger: "Le drammatiche notizie che ci giungono da Gaza
mostrano quanto il rifiuto del dialogo porti a situazioni che gravano
indicibilmente sulle popolazioni ancora una volta vittime dell'odio e
della guerra. La guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi. Lo
conferma anche la storia più recente". Il
riferimento alla "storia più recente" è una chiara citazione del
mancato ascolto di Giovanni Paolo II quando invano implorò l'Iraq e la
coalizione guidata dagli Stati Uniti di rinunciare alla guerra. Occorre
– a nostro giudizio – che i gravissimi torti di Hamas, che tiene in
ostaggio i Palestinesi e rende impossibile la vita agli Israeliani, non
finiscano per convincere Israele che la forza delle armi risolva la
questione della sicurezza e della giusta convivenza. In questo senso
apprezziamo l'intervento del presidente Napolitano e diamo il massimo
sostegno al ministro Frattini, che hanno fatto proprio l'invito di Papa
Ratzinger al dialogo e al ripudio dell'odio. Nessun cedimento laico
alle pressioni vaticane: la saggezza della Chiesa è costitutiva della
nostra civiltà occidentale. Roberto Formigoni, presidente Regione Lombardia Mario Mauro, vicepresidente Parlamento Europeo Maurizio Lupi, vicepresidente Camera dei deputati E altri deputati e senatori: Renato Farina, Giampiero Cantoni, Elena Centemero, Gabriele Toccafondi, Antonio Palmieri, Isidoro Gottardo, Manuela Di Centa, Santo Versace, Raffaello Vignali, Gioacchino Alfano, Valentina Aprea, Giancarlo Mazzuca, Nunzia De Girolamo, Giuseppe Romele, Laura Bianconi, Mariella Bocciardo, Maurizio Paniz, Adriano Paroli, Fabio Garagnani, Alessandro Pagano fonte Il Sussidiario |
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