rita 的个人资料Windows Live Spaces di ...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
|
5月31日 SCHERZATE COI FANTI E LASCIATE STARE I SANTIGesù sbeffeggiato ancora dai "laici di larghe vedute"
Grazie, caro Don Camillo, per fortuna che ci sei ancora; sanguigno e appassionato Prete, a darci ancora dei pugni sul grugno per ricordarci che non si scherza con le "cose sante"! Una volta hai detto "che le mani di un prete sono fatte per benedire, ma i piedi no", e io con molto gusto userei dei poderosi numero 45 per assestare, là dove non batte il sole, un paio di bordate a questi figli di ottime signore e a chi li foraggia! Però, hai visto la rana? Tira fuori la lingua per fare una sonora pernacchia ai suoi "espositori"!!! "DON CAMILLO E LA FEDE"![]() «Peppone
si seccò e andò a piantarsi a gambe larghe davanti a don Camillo: “Si
può sapere che cosa volete da noi? Veniamo forse noi da voi?”.
[Risponde don Camillo]: “E cosa c’entra? Anche se voi non venite in
chiesa Dio esiste sempre e vi aspetta”. Lo Smilzo intervenne: “Il
reverendo ha forse dimenticato che noi siamo scomunicati?”. “È una
questione di secondaria importanza – replicò don Camillo –. Anche se
siete stati scomunicati, Dio continua ad esistere e continua ad
aspettarvi. Scusate tanto: io non sono iscritto al vostro partito, non
pratico la Casa del Popolo e sono considerato un nemico del vostro
partito. Per questi fatti potrei forse asserire che Stalin non
esiste?”. “Stalin c’è, e come! E vi aspetta al varco!” urlò Peppone.
Don Camillo sorrise: “Non lo metto in dubbio e non l’ho mai messo in
dubbio. E se io ammetto che Stalin esiste e mi aspetta, perché tu non
vuoi ammettere che Dio esiste e ti aspetta? Non è la stessa cosa?”.
Peppone rimase molto colpito da questo elementare ragionamento. Ma lo
Smilzo intervenne: “La sola differenza è che, mentre il vostro Dio
nessuno lo ha mai visto, Stalin lo si può vedere e toccare.
![]() E se anche io non l’ho visto e toccato si può vedere e toccare quello che Stalin ha creato: il Comunismo!”.
Don Camillo allargò le braccia: “E il mondo sul quale viviamo io, te e Stalin non è forse una cosa che si vede e si tocca?”.»
Tratto da [Factum.splinder.com] 30.5.2008 L'UOMO NON E' UN MECCANISMO![]() Chesterton - come ha notato Giacomo Biffi - «non è cresciuto in una famiglia religiosa e non ha ricevuto una formazione cristiana nel senso preciso del termine. Non è stato preparato alla sua missione apologetica da qualche agguerrita università pontificia. Nessun movimento culturale cattolico l'ha illuminato, nessuna associazione dedita all'apostolato l'ha spronato alla "buona battaglia". Si è fatto da solo. E' semplicemente andato alla scuola della sua schietta umanità e ha ricercato la verità con assoluta onestà intellettuale, usando effettivamente di quella ragione che i razionalisti si limitavano a venerare. Questo è stato sufficiente per condurlo "a casa", cioè all'antica fede e alla saggezza dei padri». Perché l'uomo - ci dice Chesterton - non può essere studiato coi metodi della scienza moderna; analizzatelo al microscopio quanto volete, ma la sua essenza ultima trapassa i freddi schemi della sociologia e antropologia razionaliste. L'anima spirituale che governa l'uomo non è retta innanzitutto da una logica, ma dal paradossale mistero della libertà. L'uomo non è un meccanismo, e la sua esistenza è il continuo accadere di una sorta di "miracolo" posto in essere da qualcun altro. Da Chesterton road ( chestertonroad.blogspot.com/ ) 5月30日 IL REALISMO E LA SPERANZA
MANO SALDA DEL LAVORATORE DELLA VIGNA SACRO CUORE DI GESU'
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-30. In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». DON CAMILLO, PRETE Alessandro
Gnocchi, giornalista e grande esperto dell’opera di Giovannino
Guareschi terrà una conferenza sul celebre personaggio venerdì 30 alle
21 nella Sala Meridiana a Castel Guelfo. E intanto spiega il perché del
successo intramontabile di questo sacerdote 5月29日 I CRISTIANI
I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti.
Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Questa dottrina che essi seguono non l’hanno inventata loro in seguito a riflessione e ricerca di uomini che amavano le novità, né essi si appoggiano, come certuni, su un sistema filosofico umano.
Risiedono poi in città sia greche che barbare, così come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile.
Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera.
Come tutti gli altri uomini si sposano ed hanno figli, ma non ripudiano i loro bambini. Hanno in comune la mensa,ma non il letto. Vivono nella carne, ma non secondo la carne.
Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi.
Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Anche se non sono conosciuti, vengono condannati; sono condannati a morte, e da essa vengono vivificati.
Sono poveri e rendono ricchi molti; sono sprovvisti di tutto, e trovano abbondanza in tutto.
Vengono disprezzati e nei disprezzi trovano la loro gloria; sono colpiti nella fama e intanto viene resa testimonianza alla loro giustizia.
Sono ingiuriati, e benedicono; sono trattati in modo oltraggioso, e ricambiano con l’onore.
Quando fanno del bene vengono puniti come fossero malfattori; mentre sono puniti gioiscono come se si donasse loro la vita.
I Giudei muovono a loro guerra come a gente straniera, e i pagani li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno dire la causa del loro odio.
Insomma, per parlar chiaro, i cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo. L’anima si trova in ogni membro del corpo; ed anche i cristiani sono sparpagliati nelle città del mondo. L’anima poi dimora nel corpo, ma non proviene da esso; ed anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo che si vede; anche i cristiani li vediamo abitare nel mondo, ma la loro pietà è invisibile. La carne, anche se non ha ricevuto alcuna ingiuria, si accanisce con odio e fa’ la guerra all’anima, perché questa non le permette di godere dei piaceri sensuali; allo stesso modo anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria, per il solo motivo che questi sono contrari ai piaceri. L’anima ama la carne, che però la odia, e le membra; e così pure i cristiani amano chi li odia. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono detenuti nel mondo come in una prigione, ma sono loro a sostenere il mondo. L’anima immortale risiede in un corpo mortale; anche i cristiani sono come dei pellegrini che viaggiano tra cose corruttibili, ma attendono l’incorruttibilità celeste. L’anima, maltrattata nelle bevande e nei cibi, diventa migliore; anche i cristiani, sottoposti ai supplizi, aumentano di numero ogni giorno più. Dio li ha posti in un luogo tanto elevato, che non e loro permesso di abbandonarlo."
Dall'Epistola a Diogneto (Cap. 5-6; Attribuita a Giustino) PERCHE' E' UN BRAVO RAGAZZO...PERCHE' E' UN BRAVO ...Buon centrotrentaquattresimo compleanno, Gilbert!Un giovanissimo magrissimo diciassettenne Gilbert, in basso al centro.
Buon centotrentaquattresimo compleanno, Gilbert! Noi
uomini che siamo qui in terra, noi che siamo la Chiesa militante e
ancora facciamo i conti con gli anni, i mesi e i giorni, ci ricordiamo
che centrotrentaquattro anni fa Nostro Signore ci fece un gran regalo,
e questo regalo sei tu, carissimo Gilbert! Un regalo inaspettato, come una pianta forte cresciuta in posti impensati e che ha dato frutti meravigliosi. Come potevamo scordarcelo? Come potevamo scordarci di te? Come possiamo esprimerti tutta la nostra gratitudine per quello che hai fatto per noi? Mi viene in mente di dire: per quello che continui a fare per noi! Non solo con le tue bellissime opere, non solo con la memoria delle belle (e il più delle volte divertentissime) cose che facevi, non solo guardando le tue foto con la tua faccia simpatica, ma ci viene il sospetto che anche da lassù, dove -siamo certi- abiterai nella tua cara casetta con casella della posta rossa e lampione verde per cui combattesti tutta la vita, beh anche da lassù in qualche modo ci aiuti (noi che siamo cattolici, come te, crediamo fermamente nel contenuto del Credo degli Apostoli che tu ci hai così ben spiegato in Ortodossia, e lì c'è scritto: credo la comunione dei santi). Ci manca molto uno come te (da almeno settantadue anni), ma noi stiamo lavorando indefessamente, educativamente, incessantemente, perché qualcuno possa sorgere tra noi e continuare il tuo buon lavoro (come direbbe Qualcuno) di operaio nella vigna del Signore (in fondo, questo mondo è tutto Sua vigna). Intanto ti diciamo buon compleanno e speriamo (a suo tempo!) di incontrarci. Credo di interpretare un intero coro di migliaia di persone dicendoti "grazie" di vero cuore per quello che continui a darci, e soprattutto a nome di tutti quelli che ti devono il bene più grande che hanno: la cara fede cattolica. Nel frattempo parla con Gesù e diGli che di fede ce ne regali ancora un po', e con essa amore, buon umore, allegria e un'indefettibile amicizia con tutti gli uomini. Evviva Gilbert, evviva la Chiesa! Da Il blog Dell'Uomo Vivo 5月28日 LA CUPOLA
Buongiorno. Come avrete sentito dai titoli, il ministro dell'Interno ha
fatto oggi quello che possiamo definire un annuncio storico: la
sconfitta della mafia" [servizio
filmato: il ministro che tra i flash dei fotografi, circondato dai
massimi gradi delle forze del'ordine, dichiara "Posso oggi affermare a
tutti gli italiani che sconfissimo la mafia definitivamente."]
"Sono in corso gli interrogatori, ma gli inquirenti fanno sapere che ci
sono riscontri di pentiti e intercettazioni telefoniche che
accuserebbero gli imputati tra cui anche alcuni insospetttabili. Ma
come nasce l'inchiesta?" "Da molto tempo le forze dell'ordine sapevano della presunta religiosità degli esponenti mafiosi e camorristici. Ma l'inchiesta parte solo nel 2008 da un'inchiesta del quotidiano Repubblica. All'indomani della caduta del colluso governo Berlusconi finalmente gli inquirenti possono approfondire le indagini di quella che si è rivelata essere una struttura di potere con ramificazioni internazionali [immagini di preti in Africa e in America]. Queste filiali estere servivano a riciclare il denaro proveniente dalla raccolta del pizzo [immagine di una telecamera nascosta. Si vedono delle persone sedute ai banchi di una chiesa che mettono del denaro in un cestino che un'anziana fa circolare] dallo sfruttamento minorile [una suora con alcuni bambini in grembiulino in quella che sembra un'aula di asilo] e dal traffico di stupefacenti e alcolici [un sacerdote porge l'ostia ad un fedele e poi lo fa bere dal calice] in quella che sembra essere una gigantesca piovra con ramificazioni in tutto il paese [immagine di suore negli ospedali, un prete ad un funerale, una chiesa con un sacerdote sulla soglia].
[Il primo ministro parla al microfono, circondato dal resto del governo] "L'operazione di oggi è stata importante perchè finalmente ha liberato il nostro paese da questa cricca di malaffare che per troppo tempo con il pretesto della religione ha tenuto sotto scacco la società civile. Da oggi finalmente il cristianesimo, liberato dalle sue pastoie, potrà svilupparsi liberamente ed è già partito il programma statale per la creazione di diecimila nuovi sacerdoti governativi che prendano il posto di quelli arrestati. I colpevoli saranno puniti con la massima severità consentita dalle nostre leggi anzi, stiamo valutando la reintroduzione per i casi più efferati di quella pena di morte che l'opinione pubblica ci domanda a gran voce. Possiamo comunque dire che da oggi la cupola è stata finalmente smantellata. [immagine di una macchina per demolizioni che fa crollare San Pietro. Intorno, una folla vociante applaude.]
Berlicche socio di SamizdatOnLine LA CHIESA NON E' UNA "CENTRALE IDEOLOGICA"Alcune note sullo sciagurato ma istruttivo discorso di Massimo D’Alema al convegno della Fondazione Italianieuropei. Tema “Religione e democrazia”. D’Alema sostiene: «La tentazione del potere è demoniaca e sempre, nella storia della Chiesa, è stata all’origine di misfatti di cui Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono». 1) Interessante questo fatto. L’ex premier e ministro degli Esteri, ed ex comunista, si è sempre dichiarato coerentemente ateo. Ora apprendiamo che se non altro crede nel diavolo. Non è uno scherzo linguistico. Affermare la personalità del male, ciò che è sotteso al termine “demoniaco” è qualcosa che apre scenari di dialogo teologico. Come si può non credere in Dio, pur osservando la totale gratuità della nostra esistenza, ed invece risalire a una personalità originaria e maligna constatando i guai fatti dall’uomo? 2) In realtà D’Alema parte da un presupposto non dimostrato, molto poco razionale, in pieno contrasto con il dato d’esperienza umana che persino lui dovrebbe poter verificare in se stesso, pur così superiore alla media dei mortali: e cioè che esiste il cuore. Esistono desideri originari. D’Alema non li riconosce. Parte dall’idea che la Chiesa sia una centrale ideologica. Una sorta di agenzia idonea per rispondere a bisogni spirituali più o meno indotti. Chi sia Gesù Cristo non lo riguarda. E questo è tremendo: analizzare il rapporto tra religione e democrazia senza prendere sul serio l’identità non delle religioni in generale, ma di quelle storiche, di quelle (come la cristiana) che hanno di fatto fondato l’idea di libertà e dunque di democrazia, è una perla di presunzione saccente. 3) D’Alema riduce dunque alle misure della sua storia politica la storia delle religioni. Dimentica che è stato il cristianesimo a fondare la laicità, ed insieme la possibilità, in nome di un ideale più grande, di criticare il potere. Ed è ciò che precisamente ha fatto Wojtyla e sta facendo Ratzinger. Esiste un Dio nella storia, amico degli uomini e della loro libertà, che critica la pretesa delle ideologie e degli uomini servi di esse che pretendano di salvare gli uomini. Per questo Giovanni Paolo II ha chiesto perdono: non perché “doveva” farlo. Ma perché ha confessato la miseria degli uomini, di tutti, anche di coloro che riconoscono Cristo come Signore. Solo questa umiltà garantisce dall’uso del potere demoniaco. 4) D’Alema non ha rinunciato, finito il comunismo, ad una sorta di “utopia non conclamata” (copyright di Angelo Scola) per cui certi uomini hanno lo strano dono di poter giudicare tutto e condurre l’umanità verso il bene, situandosi sopra un alto monte, superiore alle religioni storiche. 5) C’è un dato di verità in quanto sostiene D’Alema. Le forze politiche di centro-destra hanno saputo essere riferimento culturale di molti contenuti che stanno a cuore alla Chiesa cattolica. C’è davvero una riscoperta diffusa della tradizione cristiana, almeno come nostalgia. E questo in contrapposizione a un relativismo spesso anticlericale e sempre anticattolico che si è incistato nella sinistra. Ma questo non significa affatto che il cristianesimo si riduca a questo e nemmeno che la Chiesa – nei suoi vertici gerarchici - si accomodi e trovi compromessi che ne affloscino l’impeto missionario e di critica continua del potere in nome della libertà. Chi ha buoni occhi lo vede… 6) La risposta dei cattolici compagni di partito di D’Alema ha aspetti patetici. Cercano di sostenere che D’Alema si sbaglia perché loro (Fioroni e Bindi ad esempio) sono cattolici, in buoni rapporti con la gerarchia, e sono nel Pd. E che basta dare più forza a loro nel Pd per catturare più cattolici, praticanti o no. Dopo di che la critica al centrodestra perché ha punito i “cattolici impegnati in politica” non assegnando ministeri a Pisanu e Formigoni. Con ciò Fioroni e Bindi ricadono nello stesso vizio di cui accusano D’Alema: di misurare cioè la forza del cristianesimo dalla sua capacità egemonica nel senso di posti e ruoli. 7) A me, a noi, interessa che un governo lasci spazio e sostenga la libertà personale e associata, in sostanza la libertà della Chiesa e per analogia di ogni compagine che raduni uomini in nome di un ideale. Il resto è roba vecchia. O, per dirla con D’Alema, “demoniaca”. Renato Farina - Il Sussidiario ( www.ilsussidiario.net/articolo.aspx ) 5月27日 BISOGNO DI OPEROSA STABILITA'Richiamo della Cei
"C'è bisogno di operosa stabilità". Il Cardinal Bagnasco sprona la politica![]()
Il cardinale Bagnasco ha dedicato ben tre lunghi paragrafi della sua prolusione pronunciata davanti ai vescovi italiani riuniti in assemblea, all’attualità politica del nostro paese. Animato da un sano realismo, che si sintonizza con facilità sul comune sentire della nostra gente, e nello stesso tempo di una visione d’insieme dei problemi, il cardinale ha fatto un discorso di alto profilo politico – più che degno di un autentico “governo ombra” - ed ha perfino coniato una espressione di vero spessore politico: operosa stabilità. In Italia c’è bisogno di una “operosa stabilità, ha detto, confermando la sostanziale sintonia con il clima politico nato dalle ultime elezioni, con la sollecitudine a fare dimostrata dal nuovo esecutivo ed anche con il nuovo clima di rispettoso dialogo con l’opposizione, perché la operosa stabilità non è solo del governo ma dell’interso sistema politico. L’aggettivo “operosa” riguarda i tempi, che secondo il cardinale, non ammettono più dilazioni: non tergiversare davanti all’incombere dei problemi è un dovere morale. Il sostantivo “stabilità” significa affrontare i problemi nuovi avendo però anche in mente il quadro della nostra identità nazionale, gli accordi ideologici già raggiunti, le intese etiche acquisite, che non possono venire stravolte in modo imprudente. E’ il caso dei temi della famiglia e dell’immigrazione. Nel primo caso - la famiglia - la stabilità è data dal rispetto di un quadro acquisito: la legge 40, il referendum, la mobilitazione popolare contro i Dico, la raccolta di firme per un fisco a misura di famiglia da parte del Forum delle associazioni familiari. L’operosità va attuata dentro questo quadro e non contro di esso. Parole dure, in questo senso, il cardinale Bagnasco ha rivolto all’iniziativa dell’ex ministro Turco che, al novantesimo minuto della vita del suo governo, ha emanato delle linee guida per l’attuazione della legge sulla fecondazione assistita, che comportano oggettivamente “il rischio di promuovere una mentalità eugenetica”. Si trattava di operosità, ma non nella stabilità. Bagnasco è perfino riuscito a rivalutare positivamente il silenzio sui temi etici tenuto in campagna elettorale, interpretandolo come “prudenza” da continuare a mantenere anche oggi. Nel secondo caso - gli immigrati - il cardinale chiede una concreta operosità che promuova una effettiva integrazione e non la creazione di ghetti, ma nella stabilità, ossia nel riconoscimento anche di una identità della nazione italiana, che ha diritto a non essere stravolta dai flussi migratori. Al “buonismo” di alcuni ambienti cattolici, Bagnasco contrappone il realismo della tutela di tutti gli interessi in gioco. Molto efficace la proposta di un “patto di cittadinanza”, con tanto di diritti e doveri, da proporre agli immigrati. Il che implica, naturalmente, che noi per primi sappiamo quali siano i diritti e i doveri di cui chiedere il rispetto. Come dire che il vero problema non sono gli immigrati ma noi, o meglio la percezione della nostra identità. Una cultura non può essere aperta alle altre se non sa chiedere rispetto per se stessa. Lo steso criterio è stato adoperato da Bagnasco per i temi dei rifiuti, delle pensioni, del potere d’acquisto delle famiglie e dei morti sul lavoro: su tutti questi temi le lungaggini offendono i citadini e le risposte devono essere efficaci ed equilibrate. Una chiesa che vive dentro la società, una chiesa di popolo - il cardinale ha anche citato indirettamente Macaluso: “A parlare col popolo sono rimasti solo i parroci” –, una chiesa che vive sui “sagrati”, ossia in dialogo, in amicizia, in ascolto del mondo e che ha il polso della situazione e proprio su questo, anziché su privilegi acquisiti, fonda la propria autorevolezza e chiede di essere ascoltata. Da ultimo, il cardinale è intervenuto anche sul tema della sicurezza, definendola un’“esigenza incoercibile di persone e famiglie”. La sintonia con il sentire della gente e con l’azione del governo anche qui è palpabile, ma Bagnasco vi aggiunge una osservazione di grande importanza: l’isolamento e la paura sono anche di ordine morale. La stabilità che permette la operosità concerne anche i valori, che “devono interiormente rassicurare le persone, e renderle più salde”. Bene, quindi la stabilità politica che permette un governo di cinque anni; bene la stabilità del dialogo tra maggioranza ed opposizione; ma l’Italia ha bisogno anche di una stabilità di punti di riferimento su cui fondare una cittadinanza etica condivisa. Da L' Occidentale ( www.loccidentale.it/ ) SAULO DI TARSOMarta Sordi spiega la nuova cronologia della vita di Paolo e conferma l’autenticità del suo carteggio con Senecadi Roberto Persico
Un tema che affascina e riguarda da vicino Marta Sordi, professoressa emerita di Storia antica dell’Università Cattolica di Milano, che all’opera di Paolo ha dedicato una vita di studi, «dal punto di vista della storia romana – tiene a precisare – dello studio delle fonti, proiettando le notizie dei testi cristiani su quel che ci è noto dalla documentazione romana». Una conoscenza approfondita che presenterà e dibatterà nell’incontro del ciclo sul giubileo paolino promosso dal Centro culturale di Milano (vedi box nella pagina seguente) e che illustra con limpida chiarezza a Tempi. Professoressa Sordi, ancora oggi qualcuno sostiene che il cristianesimo sarebbe un’invenzione di san Paolo, lui avrebbe trasformato il culto di un’innocua setta ebraica in una religione universale. È del tutto falso. Tanto per cominciare, il primo ad aprire ai non ebrei non è Paolo, è Pietro. Gli Atti degli apostoli, capitolo 10, raccontano chiaramente la storia del centurione Cornelio, romano, battezzato senza essere circonciso; è Pietro che prende la decisione, che entra nella casa di un pagano sfidando le critiche degli altri apostoli, che nel primo concilio che si svolge a Gerusalemme si pronuncia contro l’obbligo della circoncisione: l’annuncio cristiano è per tutti, non solo per gli ebrei. Sì, ma Paolo non aveva conosciuto direttamente Gesù, gli apostoli raccontavano dei fatti, lui invece ha elaborato una teologia...continua( www.tempi.it/cultura/001244-saulo-di-tarso ) da Tempi 5月26日 CHIESA FAI DA TE? AHI, AHI, AHI...
Caro Carlo Bernardini... ...leggo che ha scritto sull'Unità "Non sarebbe più utile impiegare preti, frati e suore in servizi sociali che gratificherebbero il loro spirito assai più di quanto non faccia la banale osservanza rituale?". La ringrazio del gentile pensiero, ma vorrei farle notare che "suora" non significa "cerebrolesa". Quando sono diventata suora, essendo capace di intendere e volere, e incidentalmente anche di laurearmi in filosofia, sapevo dell'esistenza degli assistenti sociali. E ho deciso di diventare suora e non assistente sociale. Ci sarà un qualche motivo? La pregherei di
non interessarsi di ciò che gratifica il mio spirito, così come a me
non interessa assolutamente niente di ciò che gratifica il suo. Scrivo
forse io a qualsivoglia giornale per suggerire a lei cosa fare invece
di studiare la fisica? Le ho forse mai scritto di occuparsi dei bambini
del Burkina Faso invece che del sincrotrone? Gli aulici illuministi, che ci hanno insegnato a
venerare, strappavano le suore di clausura dai loro conventi e, poichè
le poverine non potevano giustamente essere felici, private
dell'esperienza della sessualità, le violentavano... Meno male che lei
desidera gratificare solo il nostro spirito. Comunque, io lavoro per mantenermi: quello
che dedico alla preghiera è il mio tempo libero. Sarò libera di
spendere il mio tempo libero come piace a me? Sindaco forse io sul
fatto che lei spreca il suo tempo magari andando al mare? Il mondo è pieno di gente che, se fosse il padrone del mondo, sistemerebbe ogni cosa (specialmente sui taxi o dai parrucchieri) e direbbe a tutti che cosa devono fare: la chiamano dittatura. Nihilalieno socio di SamizdanOnLine
La Chiesa che vorrebbe - Berlicche IL MARTIRIO
Considerate ancora una cosa alla quale forse non avete mai pensato. Non soltanto noi nella festa di Natale celebriamo insieme la nascita di Nostro Signore e la sua morte: ma nel giorno che segue noi celebriamo il martirio del suo primo martire, il beato Stefano.
È per caso, voi credete, che il giorno del primo martire segue immediatamente quello della nascita di Cristo? Assolutamente no. Proprio come noi ci rallegriamo e rattristiamo insieme, per la nascita e la passione di Nostro Signore, così anche – fatte le debite proporzioni – noi ci rallegriamo e rattristiamo insieme per la morte dei martiri.
Noi ci rattristiamo per i peccati del mondo che li ha martirizzati; ci rallegriamo perché un’altra anima si annovera tra i santi in Paradiso, a gloria di Dio e per la salvezza degli uomini. Diletti figli, noi non consideriamo un martire semplicemente un buon cristiano che è stato ucciso perché è cristiano: questo ci farebbe soltanto rattristare. Né lo consideriamo semplicemente un buon cristiano che fu eletto tra le schiere dei santi: perché questo ci farebbe soltanto rallegrare: e mai il nostro rattristarci e il nostro rallegrarci sono come quelli del mondo.
Un martirio cristiano non avviene mai per caso, perché non si diventa santi per caso. Un martirio è sempre un disegno di Dio, per il suo amore per gli uomini, per avvertirli e guidarli, per riportarli sulla sua strada. Non è mai un disegno dell’uomo; perché il vero martire è colui che è diventato lo strumento di Dio, che ha perduto la sua volontà nella volontà di Dio, e che non desidera più niente per se stesso, neppure la gloria di essere un martire.
Sicchè, come sulla terra la Chiesa si rattrista e si rallegra insieme, in un modo che il mondo non può capire, così in paradiso i santi stanno molto in alto proprio perché qui, su questa terra, sono stati molto in basso; e si contemplano non come noi li vediamo, ma nella luce della divinità dalla quale essi traggono il proprio essere.
T. S. Eliot “Assassinio nella Cattedrale” Grazie a Giacabi ( benedettoilpadre.splinder.com/ ), un amico che è fonte inesauribile di Belle Notizie! GREATER-DEFEATING AIDS![]() lunedì 26 maggio 2008 Dopo aver visionato i film finalisti, Spike Lee in persona ha scelto "Greater-defeating AIDS", scritto, diretto e prodotto da Emmanuel Exitu, come miglior documentario del Babelgum Online Film Festival!!!!!!! Il documentario racconta in uno stile innovativo la vita del Meeting Point International, un rivoluzionario progetto di lotta all'AIDS inventato da Rose Busingye, una semplice infermiera nelle baraccopoli di Kampala (Uganda). Lei è africana, ugandese. Una donna dallo sguardo profondo e dalla certezza di essere generata da un Altro. Lui è bianco, un artista, scultore. Genera. Dalle sue mani escono forme nuove d’argille: volti, corpi, persone. Genera, ma forse non sa fino in fondo di essere stato generato. Exitu inizia così il film documentario che lo ha portato a Cannes: due mani lavorano l’argilla. Lavorano ma non esce nessuna forma. Poi lo scultore incontra Rose, l’africana. La incontra e scopre anche lui quello che Rose con una semplicità disarmante va ripetendo alle sue donne, malate di AIDS e abbandonate dal marito. Il valore che è in te è più grande della malattia. Il valore che è in te va cercato prima di qualunque forma esterna. Quella è l’unica ragione che muove. Seguire Rose significa incontrare volti sottratti alla paura, alla morte all’abbrutimento. Incontrare Rose significa scoprire bambini salvati dalla spazzatura, dall’abbandono, dal degrado totale. Ed è coi bambini che le mani dello scultore tornano a muoversi decise. La creta che serve per fare mattoni edifica la fantasia dei bambini, dà corpo a storie fantastiche nelle quali anche le mani dei bambini più compromessi intellettualmente si muovono. Con le mani si muove il cuore e il corpo. Il viaggio continua: ad ogni passo accanto a Rose lo scultore apprende la gratuità dell’esistenza, la bellezza del donare perché consapevole di aver ricevuto, la verità del generare perché si è stati generati. Scopre che la tragedia degli americani può interessare gli slums dell’Uganda e quelle donne africane, che guadagnano un nulla per un secchio di lavoro, riempiono un intero camion per i disastrati di New Orleans, dove il tornado ha fatto immensi disastri e procurato molte morti. Per quaranta minuti Exitu ti inchioda alla sedia, immergendoti negli sguardi ora accesi, ora tristi, ora imploranti dei figli di mamy Rose. Narrato con la semplicità del diario, girato con la cura e la naturalezza del reportage, il viaggio giunge al termine: dietro i passi della grande Rose, anche lo scultore Occidentale ha imparato a camminare. Si siede nello studio: le mani ricominciano a lavorare. Ora si muovono velocemente. Ora sono in grado di generare perché più consapevoli di essere state generate. Il valore che è in te è l’unica forza che muove le cose. E la vita. Maria Gloria Riva - Cultura Cattolica CALCI AL TUMORE
Questa
è proprio carina. Il Centro Cattolico di Documentazione mi ha passato
una notizia comparsa sul «Corriere della Sera» del 5 febbraio 2008 che
mi era sfuggita. 5月25日 CORPUS DOMINI: UNA FESTA COSMICA![]() Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
L'Eucaristia, legame fra la prima creazione e la nuova creazione 5月24日 BELGIO: L'EUTANASIA SENZA BELLETTO
Dal
Belgio arrivano notizie di nuovi passi verso un allargamento delle
situazioni in cui è ammessa l’eutanasia. Questa volta si tratta della
proposte di legge presentate dal Partito liberale belga, membro della
coalizione di governo, finalizzate a rendere possibile l’eutanasia per
i minorenni in stato terminale e per malati di mente con patologie
gravissime. Anche in questo il Belgio segue le orme dell’Olanda, ma si
potrebbe dire che l’allievo supera il maestro. Amico: cioè Testimone Grazie Santità ! Il Papa ci ha incontrato profondamente con la sua umanità, così certa, radiosa e paterna. Il Papa ci ha incontrato nell’amore con cui ha guardato ognuno di noi, nel nostro essere ammalati, giovani, semplici fedeli. Ci ha guardato uno per uno, facendoci percepire l’amore della Madonna e dal suo abbraccio è voluto partire per l’incontro con le nostre città. Il Papa ci ha incontrato nel nostro desiderio di conoscenza di Cristo. Ci ha accompagnato nell’incontro con Lui facendoci immedesimare negli apostoli che lo guardavano “quasi timidamente”, tutti tesi a Lui. Ci ha incontrati nel suo richiamo ad una fede pensata e ad una testimonianza di comunione contro una mentalità protesa all’individualismo. Come un padre premuroso, che non vuole ingannare i propri figli, il Papa ci ha anche parlato della fatica a cui siamo chiamati: nell’educazione alla fede, nella preghiera e nell’aiuto ai poveri ed ai deboli. Vogliamo ringraziare Papa Benedetto per la sua appassionata sequela di Cristo, così forte e decisa, capace di trascinare tutti noi. Vogliamo ringraziare la Chiesa locale, alla quale apparteniamo, ed il nostro Pastore per questo avvenimento di grazia e di umanità: vogliamo ridire la nostra obbedienza e disponibilità, essendo presenti ed invitando tutti alla processione cittadina del Corpus Domini del prossimo sabato. Genova,19 Maggio 2008 La comunità genovese di CL IL TESTAMENTO DI MARTINI
«Perché
abbiamo così pochi preti?», si chiede il cardinale. Poi indica qualche
soluzione, dai viri probati alle donne sacerdote. Impostazione
perfetta: il problema è amministrare. Chi gestisce l’esistente si
prepara all’estinzione |
|
|