rita's profileWindows Live Spaces di ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
October 27 Rose: è la fede di Benedetto a spaccare i sassi in Uganda![]() «È
Dio che opera. La nostra capacità, da sola, non salva nulla». A dirlo è
Rose Busingye, fondatrice del Meeting Point International di Kampala,
Uganda. Il centro ospita donne sieropositive, «le mie donne», dice
sempre Rose parlando di loro. Persone che hanno saputo trovare nella
fede cristiana una speranza nuova di vita, l’unica risposta credibile
alla disperazione dell’abbandono. È alle “sue” donne che corre sempre
Rose col pensiero, quando deve parlare della fede, della Chiesa, della
speranza che Cristo rappresenta oggi per il mondo, e per l’Africa. Si è
concluso domenica il Sinodo dei Vescovi africani. Anche Rose ha
partecipato, insieme a tanti altri ospiti. Ilsussidiario.net l’ha
intervistata, alla vigilia del suo ritorno in Uganda. Cos’ha voluto dire per lei questo appuntamento, alla luce dell’esperienza di Chiesa che vive in Africa? Capire
che è Dio che opera. La nostra capacità, da sola, non salva nulla.
Tocchi con mano, una volta di più, l’incapacità nostra, però vedi bene
che il cristianesimo va avanti lo stesso. Tutta la Chiesa in Africa sta
crescendo. Ma non siamo noi a mandarla avanti; è lo Spirito. Questo
l’ho visto benissimo dal modo con cui il papa è stato con noi, durante
il Sinodo. Cos’ha colto di così particolare nella presenza del Santo Padre? Egli
stava con noi senza programmi sul da farsi, ma semplicemente per farci
compagnia. Come un padre, che suscita in te quella tenerezza per cui ti
chiedi: cos’ho da temere? Era impossibile, davanti a quello sguardo,
fraintendere. La prima preoccupazione, trattandosi di una chiesa
giovane, come quella africana, poteva essere quella di “consolidare una
chiesa futura”. Ma la Chiesa non è prima di tutto un’organizzazione.
L’invito del papa, e la sua personale testimonianza, è stata quella di
predisporsi ad accettare l’iniziativa di Dio su di noi. È in questa
accettazione che sta il futuro - e il presente - della chiesa africana. Ad
ascoltare i programmi di sviluppo dei governi e di tante
organizzazioni, sembrerebbe che la prima sfida per l’Africa sia trovare
più soldi e fare più progetti. L’uomo
europeo ha tutto, ma allora come mai non è contento? Come mai le strade
sono piene di facce tristi, di persone che non sorridono mai? È così
perché in Europa si è perso che a renderci felici è il progetto di Dio,
e non il nostro. Invece le “mie” donne vanno nella cava a spaccare
pietre sorridendo e cantando. Anche se non hanno mangiato nulla. La
sfida più grande in occidente è che la società ha abbandonato le sue
radici cristiane. Per la maggior parte delle persone il cristianesimo
non ha più nulla da dire alla loro umanità. Qual è invece la sfida
culturale che più urgente per i cattolici che vivono in Africa? La
fede in Cristo Gesù. Dico sempre che la fede è la fine della schiavitù.
È astratto - mi hanno detto tanti di quelli che ho incontrato. Ma non è
così, perché un uomo che vive la fede vede tutto come un dato ricevuto
e ne gode. Gode del lavoro, dei figli, del creato. Per un uomo che vive
la fede Dio è tutto. E lui è più libero. Benedetto
XVI, nella sua omelia in apertura del Sinodo, dell’Africa ha detto che
«il suo profondo senso di Dio» è «un tesoro inestimabile per il mondo
intero» e che «da questo punto di vista, l’Africa rappresenta un
immenso “polmone” spirituale, per un’umanità che appare in crisi di
fede e di speranza». Cosa pensa di queste parole? È
per questo che è più facile oggi incontrare Cristo in Africa che non
nei paesi occidentali. Perché un africano ha un senso del mistero tale
da essere sempre consapevole di appartenere a Qualcosa. Qualcosa di
grande, di più grande di sua madre e di suo padre. Ma questo Mistero è
Cristo presente, Colui che ogni cuore attende. Se lo incontro, diventa
la mia nuova identità, il mio giudizio nuovo su tutte le cose. Me ne
accorgo quando guardo le “mie” donne. Vedi - mi dico - sono sempre più
avanti!, non perché sono più intelligenti, ma perché sono semplici. La
fede ha penetrato la loro vita. Quando c’è stato l’uragano di New
Orleans percepivano le popolazioni colpite come parte di sé, anche se
erano dall’altra parte del mondo. E le hanno aiutate. Quando conosci la
fede tutto ti appartiene. È una mentalità nuova, persuasiva. Ti
accorgi, semplicemente, che è più bello vivere da cristiano. Il tema del Sinodo recita “la Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace”. La giustizia e la pace sono cose per le quali vale la pena spendersi? CONTINUA A LEGGERE L’INTERVISTA, CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://ms51priscilla.spaces.live.com/blog/cns!5ABD8ECC2CD87B18!1628.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|